Il mondo si divide in due: da una parte ci sono i cauti, dall’altra i fiduciosi. C’è chi tende ad aspettare il momento giusto per fare una cosa (rispettando i cosiddetti tempi tecnici) e c’è chi invece preferisce buttarsi a capofitto in un’avventura senza vederne chiaramente confini e rischi.trust

Vediamo il vocabolario, e iniziamo con la definizione di cauto.

Cauto: (agg.) che procede con cautela, attenzione e avvedutezza; che rivela prudenza, circospezione e diffidenza.

Sinonimi di cauto: prudente, accorto, assennato, attento, avveduto, circospetto, diffidente, debole, giudizioso, guardingo, oculato, ragionevole, riflessivo, sveglio.

La persona che tende a muoversi con cautela, quindi, pare avere in sé sia tratti positivi che negativi: se da un lato si espone al mondo con attenzione e prudenza, dall’altro potrebbe essere considerata diffidente, con atteggiamento guardingo, quindi potenzialmente debole.

Facciamo un esempio: il risparmio. Chi tende a gestire i soldi con cautela assume un saggio e lungimirante atteggiamento prudente preoccupandosi più del futuro che del presente: meglio sacrificarsi oggi per ottenere un vantaggio futuravarizia-zio_paperoneo, evitando la gratificazione immediata. Ma da alcuni il risparmiatore viene visto (solitamente dai non risparmiatori) come esagerato, troppo prudente, un po’ tirato. E l’avarizia, si sa, rimanda sempre all’idea di una persona infelice, che non sa godersi la vita.

Il cauto, quindi, non si gode la vita?

Veniamo ora al contrario del cauto, ovvero il fiducioso.

Fiducioso: (agg.) intimamente convinto delle proprie possibilità o capacità o dell’avverarsi delle proprie aspettative.

Sinonimi di fiducioso: candido, certo, convinto, fidente, giovane, ingenuo, innocente, ottimista, sicuro, sereno, speranzoso, tranquillo.

Il fiducioso è sicuro di sé, sembra volerci suggerire il vocabolario, è uno che si butta, che accetta di correre i rischi. Ma allo stesso tempo questa eccessiva sicurezza di sé potrebbe essere frutto dell’inesperienza o, peggio ancora, di una incauta leggerezza, tipica di chi tende a sottovalutare le conseguenze delle proprie azioni. Anche il fiducioso, come il cauto, possiede dunque alcuni tratti desiderabili, altri meno. Del fiducioso invidiamo forse la leggerezza che accompagna il processo di scelta: ce lo immaginiamo sorridente mentre decide. Al contrario, pensando al cauto difficilmente ci viene in mente un viso sereno e disteso.

Queste le definizioni teoriche, riferite a tipi personologici con prevalenza di un tratto. Il cauto non è cauto del tutto, e il fiducioso non è sempre fiducioso al 100%.

Fortunatamente, cautela e fiducia sembrano aver caratterizzato la crescita e lo sviluppo di ognuno di noi, probabilmente non in egual misura: se guardiamo a ritroso, nel nostro passato, troveremo di certo episodi in cui abbiamo agito con cautela, altri in cui abbiamo improvvisato, con sicurezza e convinzione non supportate, ahimè, da prove ragionevoli.

E così, ieri, con fiducia e serenità, sono andato dall’estetista e mi sono sottoposto alla mia prima ceretta alle gambe. Chi corre sa quanto i peli possano diventare fastidiosi, soprattutto d’estate. E dopo anni di fermo e maschile rifiuto, ieri ho ceduto a favore della gamba più femminea.

“Sei pronto?” mi ha chiesto l’estetista.

“Certo!” ho risposto fiducioso e candido, ricordando la definizione di cauto, che non si gode la vita. L’abbiamo detto: il fiducioso affronta la vita col sorriso.

Al secondo strappo sulla caviglia sinistra (il primo era riservato ai quattro peli del mio alluce) il mio sorriso idiota ha lasciato il posto all’espressione contratta di una partoriente durante il travaglio. Tiene duro perchè non vede l’ora di abbracciare la creatura che, a breve, lacererà il suo ingresso vaginale, mentre pensa (ma non lo dice a nessuno) giuro che è l’ultima voltatravaglio

Provare per credere.

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