Brescia, 1 dicembre 2013. Alla fine il virus intestinale ha beccato anche me. Tre giorni di brividi, febbre e viaggi della speranza in bagno. E quando devi lavorare per forza e visitare pazienti dalla mattina alla sera non è il massimo. E soprattutto se fra questi pazienti ce n’è uno che passa buona parte della propria vita mentale a rimuginare sulle malattie: il mugnaio. La solita faccia scavata dalle poche ore di sonno e dalle tante ore passate a cercare sintomi in rete, il mugnaio questa volta non mi toglie gli occhi di dosso. Ha l’espressione di chi non vede […]