Un po’ di egoismo, e forse la saturazione che mi attanaglia alla fine di una giornata in cui tipicamente mi occupo del malessere delle altre persone, mi portano spesso ad evitare i telegiornali serali. Preferisco cenare ascoltando un po’ di musica se i bimbi sono già a letto. Ma le cattive notizie arrivano sempre: ci pensano i miei pazienti, ogni giorno, uno più pettegolo dell’altro: “Dottore, ha sentito cosa è successo a Firenze?” “No”. “Ma Dottore, Lei vive fuori dal mondo. Aspetti che le racconto…”. Il pugno allo stomaco si fa sentire immediatamente: due persone morte a causa di un […]