image  Da piazza Scala ai piazza Gae Aulenti. Hanno suonato dal vivo (e al freddo) sotto la torre Unicredit e il Bosco verticale,  il quartiere di Porta Nuova affollato dai milanesi prima e dopo l’acquisto da parte degli emiri idel Qatar. Ė davanti al teatro del Piermarini o ai grattacieli che in due settimane, scarse, dal 10 al 24 dicembre, si ė girato il film della Bar Boon Band. L’hanno chiamata la banda degli ultimi, degli emarginati. Ė il gruppo musicale fondato nel 1995 da clochard e volontari. Grinta da vendere che scorre dalla batteria al basso. Ma quali “ultimi”. I Bar Boon sono nati intorno al centro di aiuto Sos Stazione Centrale-Exodus diretto da Maurizio Rotaris, sessantenne che si ė perso e ritrovato, un esempio perr gli homeless che circolano intorno ai binari della Centrale. Una storia, quella della band, che ha conquistato il regimageista Massimo Fanelli. Ha girato conimage i protagonisti veri della storia “Ancora vivi”, un docu-film sul mondo degli homeless, sulla povertã estrema nella cittã dell’Expo. Una realtå che non si cancella nei sei mesi dell’Esposizione.  Alla base del acconto, l’organizzazione del concerto di Natale, la band ci arriva acon le prove dal vivo nelle piazze, sullo sfondo racconti e testimonianze di quanti vivono in mezzo alla strada . l film ė in fase di montaggio, la parte più difficile: il regista deve ridurre le oltre  due ore di girato in 70-80 minuti al massimo per irande schermo. Verrå presentato nei più importanti festval nazionali e internazionale, da Berlino alla Biennale di Venezia a Locarno al Milano Film Festival. Nel frattempo, i Bar Boon stanno giå egistrando il nuovo album.

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