spilleI più giovani sono appena maggiorenni, i più “maturi” hanno 77  anni. Sono l’esercito dei “volontari con la spilletta”, così vengono chiamati i cittadini  che si sono messi a disposizione del Comune per mostrare ai turisti che arrivano in città per Expo che i milanesi sono un popolo accogliente. Checchè spesso se ne dica.  In realtà lo sforzo è minimo, si può indossare la spilla “ask me” (chiedimi) anche semplicemente lungo il tragitto casa-lavoro. I turisti che non trovano una via, un monumento, non sanno dove acquistare il ticket per i mezzi pubblici e quant’altro possono fermare il cittadino volontario e riceveranno  tutto l’aiuto di cui hanno bisogno. Un bell’esempio di “volontariato diffuso” che il Comune sta già pensando di prolungare anche dopo Expo. I milanesi che hanno voglia  di far fare bella figura alla città del resto non mancano,  in venti giorni si sono già proposte  oltre 500 persone e  314 sono già dei  riferimento per chi visita Milano. “Se  amate la città  ma avete poco tempo per condividere questa passione, potete aderire. Non servirà cambiare le abitudini: lo potrete fare mentre andate o tornate dal lavoro, la sera quando uscite con gli amici o quando portate i bambini al parco. Basterà indossare la spilla distintiva, con l’indicazione della lingua che conoscete” è stato l’appello dell’assessore Marco Granelli. L’età media dei volontari oggi è di 44 anni, ci sono più donne che uomini e moltissimi sono milanesi d’adozione, arrivano da altre regioni d’Italia e quindi probabilmente conoscono bene la difficoltà di orientarsi in una città tutta nuova. Le lingue parlate  al momento sono in tutto 27,  oltre alle classiche inglese, francese, tedesco o spagnolo c’è chi conosce ad esempio il malese, chi l’hindi, l’ebraico, danese, ceco, giapponese.

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