Parlo di Lorenzo perché è morto ieri.

Venerdì 25 gennaio.

Parlo di Lorenzo perché venne investito.

Parlo di Lorenzo perché è morto dopo dieci anni di coma.

Parlo di Lorenzo perché quel giorno aveva 7 anni.

Parlo di Lorenzo perché l’altro giorno aveva 17 anni.

Parlo di Lorenzo perché il Dio della vita e il Dio dei motori hanno scelto per riprenderselo lo stesso giorno dell’incidente,  il 25 gennaio, e l’anniversario perfetto: 10 anni dopo.

Parlo di Lorenzo perché amava la F1 e un giorno i genitori lo portarono perfino alla Ferrari, dall’idolo Schumi, per regalargli qualcosa chissà mai lo sentisse immerso in quel sonno profondo.

Parlo di Lorenzo perché, quando una fottuta Alfa 164 lo investì fuori dal cancello di casa mentre pedalava con il fratellino più grande, il Dio della vita e quello dei motori erano distratti.

Parlo di Lorenzo perché i miei figli hanno oggi gli anni suoi di quel giorno e anche da noi ci sono un cancello e una stradina e c’è tanta, troppa fottutissima gente che ogni giorno crede di andar piano e invece passa veloce.

Parlo di Lorenzo perché ogni santo giorno spero e penso e prego che il Dio della vita e dei motori non sia di nuovo distratto.

 

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