Con una discreta dose di entusiasmo tolgo due ruote, parcheggio momentaneamente la effeuno e tiro fuori dal box la mia cara, vecchia motoretta.

PERCHE’

C’è  il Vale della rivincita da raccontare! (Yamaha)

C’è il Lorenzo della consacrazione da controllare! (Yamaha)

C’è il Pedrosa mignon da non perdere di vista! (Honda)

E c’è quel piccolo, giovane, disgraziato talento catalano di nome Marc Marquez pronto a stupire il mondo! (Honda)

Di lui, del Marquez, a cominciare dal Vale Rossi, dicono tutti un gran bene.

 

Quanto alla Ducati nostra rossa d’Italia c’è molto da sperare e, credo, pazientare.

 

Andrea Dovizioso ha sulle spalle qualcosa che assomiglia a un macigno. Ma vero macigno sarebbe stato solo se Vale Rossi gli avesse consegnato da vincente una moto vincente.

Invece Andrea ha ritrovato in garage una moto depressa e in cerca d’autore.

Per cui ha carta bianca per far bene e anche il diritto di sbagliare.

Per lui un’occasione grande, più che un macigno pesante.

Di Andrea si è sempre detto che sia di pasta molto buona, quasi talentuosa, ma un gradino sotto quelli bravi davvero.

Forse, proprio per questo, è la persona giusta per portare fuori dal tunnel la Desmosedici.

Meno pressioni, meno pretese, i tedeschi della Volkswagen e di Audi impersonificati da Gobmeier, neo direttore di Ducati Corse al posto di Filippo Preziosi (Paolo Ciabatti è capo del progetto MotoGp), certamente pronti a vendere l’anima alla Merkel pur di offrire a Dovizioso (e ad Hayden e ai ragazzi del team Pramac, Iannone e Spies) il necessario.

C’è tutto per risorgere.

Vedremo.

Intanto però, delle tre case ufficiali, è l’unica che inizia con moto vecchia e in configurazione cantiere in evoluzione, chiamiamola moto laboratorio.

 

E veniamo al Vale Rossi.

E’ l’unico pilota ufficiale in attività dal secolo scorso.

Capirete che un pochino di rispetto glielo si deve.

Per lui sarà una stagione tremendissima.

Per via di Lorenzo accanto e per via della Yamaha sotto le chiappe.

Qualsiasi prestazione non a livello non avrà se e ma…

E’ la più grande sfida che potesse affrontare. A 34 anni per di più. Dopo due anni di bastonate e un 2010, non dimentichiamolo, in cui incorse nei due infortuni più gravi della sua carriera (la spalla in inverno e la gamba rotta al Mugello).

Chi lo ama non potrà che sostenerlo ancor di più

Chi non lo sopporta dovrà rispettarlo.

Ecchecavolo!!!

Veniamo al Jorge Lorenzo

Ha il titolo da difendere, Valentino da tener d’occhio in casa, ma verrà necessariamente distratto dal campionato iberico a 3 inserito nel mondiale. Visto che  fra lui, Pedrosa e soprattutto Marquez saranno sfide e colpi bassi.

Tanto più che Marc è veloce e rischia come il Lorenzo degli inizi. Solo che Jorge ha da un po’, soprattutto dopo la tragedia Simoncelli, intrapreso la fase del massimo risultato con il minimo rischio.

Sul tema consiglio vivamente di leggere la splendida analisi fatta da Enrico Borghi su Motosprint di questa settimana.

Dicevo di Jorge.

Non vuole più cadere, ha il terrore di cadere e gli toccherà vedersela con un giovane suo clone che ha fatto dei voli la sua filosofia “perché solo così trovi il tuo limite…”. Per dire: è uno che dopo un botto, a fine 2011, ha preso a vedere doppio ed è stato operato al cervello ed è tornato in forma e ha vinto il mondiale Moto2 continuando a professare le sue teorie. Un’iradiddio motoristica!

Veniamo al Dani Pedrosa

Barry Sheene moderno (sotto il video dell’incidente di Daytona 1975 in cui il  grande inglese – morto nel 2003, a 52 anni, per una malattia – si fracassò di tutto),

incorporato da Embedded Video

tutto ferri, cicatrici, tagli, ossa rotte e mai più le stesse, se non fosse per il Vale che ritorna, lo vorrei campione.

Se lo merita eccome. Tanto più che senza la discussa partenza dal fondo di Misano 2012…

Veniamo al  Marc Marquez

Di lui ho detto in corso d’opera parlando degli altri.

Aggiungo solo che ha 20 anni e trattasi dell’unico pilota per cui Vale Rossi abbia scomodato un paragone con se stesso:

“mi ricorda me agli inizi…”

Fate voi!!!

 

POST SCRIPTUM:

Un paio di informazioni utili a sopravvivere.

La prima

Qualifiche MotoGp

format cambiato:

– da venerdì a sabato mattina tre turni di libere in cui i 10 migliori tempi combinati andranno a giocarsi il secondo turno di qualifica (Qp2) simile al Q3 della F1.

– dall’11° in su delle libere si giocheranno il Qp1 che mette in palio due posti per il Qp2

 

La seconda

tv diretta come l’anno scorso su Italia2 e Italia 1

Per il primo Gp di domenica, in Qatar, un giorno in più di prove, inizio giovedì

giovedì 18.55-19.40 libere MotoGp

venerdì 17-17.45/19.55-20.40 libere Motogp

sabato 18.55-19.25 libere MotoGp/19.35-19.50 e 20-20.15 qualifiche MotoGp

domenica alle 18 la Moto3, alle 19.20 Moto2, alle 21 Motogp

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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