Per due giorni sono stato POLEmicamente in vasca.

Oltre trenta gradi, terme, Abano,  Padova e dintorni.

Direte: e allora?

E allora ero POLEmicamernte a un incontro, il primo incontro, della F1 in salsa GIORNALE con il lettori del GIORNALE.

Trattasi dei viaggi organizzati dal nostro Giornale con i lettori, macché lettori, sono la nostra famiglia.

Ho scoperto che questa famiglia allargata non vive solo di pane e politica e arrabbiature di politica e speranze di una politica migliore.

Sono esperti di F1.

E sono arrabbiati di F1.

Traditi dalla politica della F1 come da quella che persevera nel violentare quest’Italia malconcia.

Per cui perfetti per POLEmicamente.

Tipo quel signore vestito elegantemente sportivo con la felpa Golf  Faenza che “ero un tecnico della Minardi”  mi ha detto,

“e a me questa finta F1 non piace per niente.

Ho tutto per seguirla. Dai multischermi di sky, al mosaico, e mi muovo su ogni schermata, e mi piacciono le analisi tecniche dei commentatori,

eppure…

eppure a volte mi capita che con quei continui e strani cambi di gomme e sorpassi indotti, mi capita…

di non capirci più un fico secco”.

 

E come lui altri.

 

Stessa opinione.

Stessa delusione.

 

Ora che, per dirla con i motori, sono in configurazione cinese, Gran premio di Shanghai e dintorni, ora che le terme sono solo un lontano e nostalgico ricordo, ora mi torna in mente tutto questo e soprattutto le fiumane di parole sugli ordini di scuderia e le scuse di Vettel e, in particolare, tutti gli Ooohhh rivolti ai meravigliosi pit stop record visti in Malesia.

Incredibile quel 2” e 5 della sosta di Mark Webber.

Fatti due conti,

Webber è stato più veloce nel totale delle soste di 1” e tre su Vettel e di 3” su Massa.

Il che è ovvio: incide sul risultato finale.

Eccome!

Però…

Però ma dai.

Ma basta.

Lo sport più veloce del mondo che si decide da fermo.

I piloti milionari ridotti da cavalieri ad impiegati del rischio.

I meccanici con contratto collettivo e stipendio che non ci finisci il mese costretti a sentirsi il cuore impazzire a 1000 pulsazioni e a far quello che gli impiegati del rischio non riescono più nemmeno ad immaginare. O quasi.

Ma dai.

 

Ma basta.

 

Vabbé, in questo deserto, godiamoci il Gp della Cina che accende i motori stanotte per le prime libere.

La Ferrari ci arriva con il primo pacchetto aerodinamico programmato.

Per cui, gli onnipresenti scarichi rivisti, diffusore, le ali.

Obiettivo, limare 2-3 decimi in qualifica alle Red Bull che avrà i suoi problemi, sui lunghi rettilinei, a preservare le gomme (medie e soft) visto che le tritura e l’ha detto anche alla Pirelli e la Pirelli l’ha ovviamente rimbalzata.

 

Vabbè,

a tutt’ oggi da segnalare la solita frase pre Gp di Alonso “siamo da podio, puntiamo al podio”,

e le insolite frasi di Massa e Vettel.

 

Felipe: “Approvo l’uso intelligente degli ordini di squadra. Cioè decisioni prese in momenti chiave della stagione, non nella seconda gara…”.

Per cui ha dato del poco intelligente alla Red Bull malese ma anche alla decisione Ferrari di farlo pittare dopo Alonso in quel d’Australia con annesso avvicendamento di posizione.

 

Sebastian: “Il sorpasso su Webber? Lo rifarei. Ad essere sincero non ho mai ricevuto aiuti da Webber, benché il team a suo tempo gliel’avesse chiesto…”.

Per cui sarà battaglia.

Ma non  si era scusato in tutte le lingue e autoflagellato per la battaglia malese?

 

Però,

 

però visto lo show artificiale che passa la F1,

 

teniamoci strette almeno le intemperanze verbali dei nostri impiegati del rischio e certe ribellioni in pista.

 

Di questi tempi valgono oro.

 

E chissà mai che non li aiutino a tornare cavalieri.

Ovvero:  vediamo che farà Felipe al prossimo  ordine… per dirla con lui… non proprio intelligente…

Adieu!

 

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