Cioè,

ma l’avete visto il Marc a casa di John Wayne, ad Austin, Texas e dintorni?

Cioè,

intendo,

le sue ginocchia che strisciavano in piega,

i suoi gomiti che strisciavano sull’asfalto.

Se non avesse indossato il casco,

Marc Marquez

avrebbe strisciato anche con le orecchie tanto era inclinato.

Che meraviglia.

Prima pole in carriera al secondo Gp in MotoGp.

Sta bruciando le tappe.

E poi e su tutto,

quella meravigliosa e palpabile assenza di ordini di scuderia che nel moto mondo consente al ragazzino di talento di non dover chiedere permesso al big di turno con cui si ritrova in squadra.

Nella fattispecie Daniel Pedrosa.

Fatto sta,

Marquez davanti a tutti,

al compagno in sella alla Honda,

per l’appunto Pedrosa,

rifilando, per di più, un secondo netto a Lorenzo su Yamaha,

terzo,

e due secondi virgola tre al Vale Rossi nostro
sprofondato malamente ottavo.

Meglio ha fatto Dovizioso sulla Ducati che fu sua,

del Dottore.

Sesto tempo per il Dovi.

Però con il Dottore meglio non sbilanciarsi.

Le sue imprese le conosciamo,

in Qatar ci ha fatto sognare.

Partiva ottavo anche lì.

Mi sa che stavolta è diverso.

Questa pista non piace a lui.

È neppure alla Yamaha.

Adieu!

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