Domanda a bruciapelo?

Che cosa è accaduto a Montreal?

NO. Non parlo della vittoria di Vettel.

MA NO, non parlo neppure di Alonso secondo…

A Montreal è successo che è MORTO Mark.

Chi Mark? Mark Robinson, 38enne commissario di pista.

Vero che l’avevamo e l’avevate già dimenticato.  Vero che era già stato archiviato nel retrobottega dei pensieri, retrocesso nei ricordi, declassato fra le notizie?

D’altra parte come ricordarlo se c’è da parlare di gomme gomme gomme, di pit stop e soste e strategie, di test segreti e processi e tribunali e ali e alette e nuovi scarichi… MA CHE DIAMINE, CHE VOLETE CHE SIA UN MORTO!!!

Non solleva mica problemi e interrogativi in chiave sicurezza in F1 e preparazione del personale… Suvvia, perchè mai parlarne???

TERRIBILE VERO?

Passi che il nostro è uno sport tecnico, però in che cosa ci stiamo trasformando?

In qualcosa di brutto.

Sarà che oggi sono traumatizzato dalla foto di una signora di 70 anni stesa in spiaggia morta, coperta da un telo bianco, a Formia – mica in una Repubblica del Centr’Africa in piena rivolta – con attorno i ragazzi che giocano a racchettoni.

Sarà che oggi, forse scosso da quella foto, mi è tornata in mente quella della gru che schiacciava quell’uomo a Montreal neppure due settimane fa e allora mi sono domandato: come si chiamava quel poveretto?

Nei due giorni seguenti, gli unici in cui quel disgraziato ha avuto due righe per lui, il suo nome era rimasto anonimo. Ma ora lo so.

Ecco, per Mark mi sono allora domandato: avendo letto i commenti intrisi di scoramento dei vari Vettel (<spesso non ci sono riflettori sul lavoro dei commissari però è vitale per il nostro sport che senza il loro impegno non ci sarebbe…>), Button (<sono tristissimo e choccato, è morta una persona che lavorava per la nostra sicurezza, riposa in pace amico>), Alonso a fine gara (<oggi non c’è proprio nulla da celebrare, sono molto triste, riposa in pace>) e altri ancora da cui emergeva, oltre al dolore, la consapevolezza del ruolo fondamentale dei commissari nel motoracing, mi sono domandato se a qualcuno nel simpatico mondo della effeuno – dico Fia, Ecclestone, dico l’associazione piloti -, a qualcuno è venuto in mente di raccogliere due dollari per quel disgraziato e la sua famiglia?

Per ora non è un’accusa, è solo una domanda.

Ma ricordando quanto faticò nel 2009 Trulli a raccogliere soldi nel Circus per i terremotati del suo Abruzzo, non mi stupirebbe che…

Adieu!

 

 

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