Giornata strana. Giornata confusa.

Alla fine giornata soprattutto triste.

Oggi vorrei chiudere baracca e burattini perché mi fa troppo male la notizia appena arrivata di Stefano Borgonovo che ci ha lasciati e la fottuta Sla che ha vinto anche stavolta.

Però è giornata strana, densa di cose di motori. Per cui non posso.

Non posso fare a meno – benché mi sia stato sempre simpatico zero – di ‘applaudire Mark Webber per il modo in cui ha detto addio alla F1. Senza far i soliti discorsi da ex, da pre pensionato, da confuso pilota che pensa alla famiglia (vedi Schumi che poi tornò) o da confuso pilota che pensa ai rally (vedi Raikkonen che poi tornò).

No. Mark, a quasi 37 anni, ha tenuto il proprio team informato di tutto per mesi e alla fine ha annunciato che andrà alla Porsche, obiettivo riportarla al top nell’endurance e vincere la 24 Ore di Le Mans.

Un addio anticipato che gli permetterà di godersi mezza stagione, di non fare troppi regali a compagno Vettel, magari di vincere ancora qualcosa.

 

Giornata strana perché alla voce F1 e Monza e Ferrari se ne è uscito il governatore della Lombardia, Roberto Maroni.

E non poteva essere altrimenti dopo la sparata di Ecclestone sul Gp monzese a rischio.

Oddio, poteva essere altrimenti.

Sarebbe stato sufficiente e consigliato che il governatore snobbasse la suddetta uscita così che rimanesse alla voce boutade.

Perché non accadrà mai.

Invece ha tuonato:

Se il Gran Premio di Monza verrà cancellato «ci sarebbe solo una cosa da fare, che la Ferrari si ritiri dal Gran Premio e dal circuito di Formula 1».

Anche questo non accadrà mai.

E poi: «Ecclestone  pensa di essere padre e padrone del mondo e non può essere che arriva uno e decida queste cose senza neanche consultare chi gestisce il territorio». «Non è possibile che Monza non abbia il Gran Premio. Lo dico come governatore della Lombardia e tifoso della Ferrari».

Risultato?

Il vecchio Bernie ha ottenuto quel che voleva. Ha scosso gli animi e sensibilizzato sui non meglio precisati problemi economici del Gp italico. Nel farlo, et voilà, senza mai citarla è riuscito a fare in modo che qualcuno tirasse in ballo l’immancabile Ferrari.

A Maranello saranno entusiasti.

 

Last but not least,

Jorge Lorenzo e Valentino Rossi.

Uno volava e ad Assen si è fatto male, clavicola rotta. L’altro non volava ma ad Assen potrebbe tornare a farlo.

Brutto botto nel pomeriggio per Jorge, salterà il Gp. Arrivava da due vittorie di fila ed era a 7 punti da Pedrosa. Ora recuperare di nuovo sarà cosa faticosa a meno che il Vale non resusciti (4° e 2° tempo in prova, problemi forse risolti sull’anteriore) e riesca a tener dietro Daniel in gara.

Nel caso, per Jorge, sarà cosa faticosa dopo convivere con un Vale resuscitato.

Ma ci penserà poi.

 

Adieu!

 

 

 


 

 

 

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