C’è qualcosa che non mi torna.

La Ferrari nelle mani di Davide Rigon oggi e domani e dopo. Davide bravo, giovane, volenteroso young tester impegnato con altri speranzosi ragazzi nel young test di Silverstone. La sessione iniziata oggi  ampiamente fissata da una vita e però straordinariamente aperta in minima parte anche ai piloti titolari per via degli straordinariamente inquietanti scoppi di gomma avvenuti durante il recente gp d’Inghilterra.

All’obiettivo comune dei team di spillare denaro ad aspiranti piloti di F1 con la valigia, di provare quelli che gli attributi ce li hanno per davvero (vedi il nostro Valsecchi in Lotus) si è così samaritanamente aggiunto quello di aiutare la Pirelli a testare come si deve le gomme new version: quelle con struttura in kevlar e mescole 2013 che debutteranno da Budapest.

Tutto bene.

Anzi no.

Perché venerdì in pista ci saranno Vettel e Raikkonen per Red Bull e Lotus.

E Rigon e Massa per la Ferrari.

Vero. La McLaren schiererà solo collaudatori, ma la McLaren è fuori dai giochi mondiali.

E la Mercedes, che nei giochi ci vuole invece stare, è a casa punita per il test segreto di Barcellona.

In tutto questo Alonso che fa?

Alonso è impegnato al simulatore di Maranello. Sta provano il gp di Budapest.

Sta anche mantenendo fede a quanto detto in Germania (“io là a provare gomme non ci vado”)

Un no a cui era seguito un nì. Quando la Fia aveva lasciato capire che sarebbero state permesse alcune prove finalizzate a testare cose nuove sulle monoposto.

Poi il responsabile tecnico, cioè il sempre ondivago e imperscrutabile Charlie Whiting, è più o meno tornato sui propri passi e Fernando di conseguenza.

Sarà…

Non sto a vedere e – francamente – neppure m’interessa sapere se la decisione dello spagnolo poggi su basi solide e abbia sacrosanti motivi, mi auguro,  condivisi con la Ferrari. Neppure mi cruccio se l’asturiano sia malmostoso per l’ennesimo mondiale che si complica o se in qualche modo sia questo un suo modo per far capire al team che ha le scatole in giostra o se addirittura sia stato il team stesso a costringerlo a rimanere a casa e anzi lui, diamine, come  avrebbe desiderato di volare in Inghilterra.

Dico solo che Vettel a Silverstone ci sarà. E Raikkonen pure.

Vettel che guida la classifica mondiale, tre volte di fila iridato e dotato di auto migliore e meno bisognoso di aggiustamenti rispetto alla Rossa.

Da una parte Seb e Kimi, dall’altra la Rossa affidata a un volenteroso tester e a un pilota in cerca di se stesso.

Suona così. E non suona benissimo.

Adieu!

 

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