Il problema oggi non è la convivenza che verrà fra Alonso e Raikkonen, il problema oggi è che le intemperanze verbali estive di Fernando hanno fatto il paio con le prime dichiarazioni a Singapore dell’ex-futuro ferrarista Raikkonen. Parole che messe assieme hanno rivelato come la Ferrari sia rimasta un mito inarrivabile per tutti tranne che per i piloti. Come se ormai preferissero a un buon Cavallino una Brawn Gp tarocca e però mondiale come nel 2009 o una Red Bull senza storia che stappa così, in simpatia, tre e probabilmente quattro mondiali di fila. Perché Fernando, come noto, se solo avesse potuto avrebbe volentieri accettato in regalo «l’auto di altri», cioè proprio la Red Bull con posto all’epoca, eravamo in piena estate, lasciato vacante da Webber. E perché Raikkonen, se solo quei birbantoni della Lotus l’avessero pagato come promesso, non li avrebbe abbandonati per tornare a Maranello. «Il motivo per cui ho deciso di lasciare la Lotus è puramente economico, non mi pagavano» ha infatti detto Kimi. Morale, l’anno prossimo la super coppia maranelliana sarà sulla carta non solo tra le più forti se non la più forte, sarà non solo fra le più difficili da gestire se non la più difficile, ma certamente sarà quella che nel recente passato ha meno amato la Ferrari. Uno era pronto ad andarsene, l’altro era pronto a non arrivare. Quanto alle dichiarazioni di rito dell’uno e dell’altro, Fernando ha accolto Kimi con le prevedibili parole di benvenuto perché «sì, sono contento, era il migliore in circolazione e nel 2014 ci saranno molti cambiamenti e tanto lavoro di sviluppo» e però in fondo al cuore eccome se gli frullano. E Raikkonen ha commentato che no, non vede «perché non dovrebbe funzionare» tra lui e Fernando «non abbiamo 20 anni, siamo abbastanza maturi per sapere che cosa fare». Riguardo poi alla sua scarsa voglia di collaudare «ci sono un sacco di storie sul mio conto, ma quelle le avete raccontate voi che nei team non lavorate…». Tutto questo mentre Felipe Massa sfoglia la margheritina per capire come aiutare il compagno anche se in cuore medita qualcosa visto che «sarebbe fantastico concludere con una vittoria» dice. Perché ci sta che Felipe sia e si metta al servizio fin tanto che ci sono speranze mondiali. Più difficile lo faccia all’ultimo Gran premio, a San Paolo, Brasile, casa sua, ultima con la Ferrari, proprio là dove aveva alzato il piede per consegnare il titolo a Raikkonen nel 2007, proprio là dove l’anno dopo, nello spazio di una curva, vinse e perse il titolo. Voi al suo posto cosa fareste?

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