Penso a Lorenzo.

Che conosce già il sapore della vittoria, che in Giappone, con oggi, ha vinto 51 Gp, che quest’anno è finito a terra e si è rotto e poi è volato a farsi operare ed è tornato, che è andato a punti, è ricaduto, si è rifatto operare.

Penso a Lorenzo che oggi ha regalato sul circuito Honda la vittoria numero 200 alla Yamaha. Lorenzo che non molla mai, che fa la pole quando la deve fare e perchè la deve fare, Lorenzo che prende rischi, che monta la gomma posteriore morbida e guida la corsa e controlla Marquez e Pedrosa, che non sbaglia in staccata come successo purtroppo due volte al Vale suo compagno.

Penso che a Valencia il mondiale incoronerà di certo un grande campione del mondo. Perché se sarà Marquez che ci arriva con 13 punti di vantaggio sarà meritatissimo per tutti i record di precocità e il bel correre che ci ha fatto vedere questo meraviglioso ventenne. Ma anche perché la squalifica di Phillip Island era stata un’ingiustizia vera.

Però penso soprattutto che se a JOrge dovesse riuscire il sorpasso sarà meritatissimo uguale. Perché non ha mai mollato, perchè ha sofferto, perchè ha già la pancia piena e certi rischi avrebbe potuto evitare di prenderli e perchè la sua moto nel corso della stagione è sempre stata inferiore.

Penso con invidia a loro due, così uomini e così sportivi nelle loro gare e sfide solitarie, mentre in testa mi rimbomba ancora l’eco delle parole di Grosjean (ma il suo è solo l’ultimo caso) durante il Gp d’India, che non appena un rivale l’ha ostacolato in pista ha chiesto via radio l’intervento della direzione gara.

Sembrava un bimbo viziato.

Penso sia la differenza che passa fra gli uomini di questi due sport.

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