- di Gian Carlo Minardi –

La vicenda dei 10 milioni pagati da Bernie Ecclestone ad Alain Prost, Eddie Jordan e Tom Walkinshaw è un discorso difficile da affrontare apprendendo solo dai giornali cosa sarebbe successo ben quindici anni fa.

Perché c’ero anche io in F1 nel 1998 e perché loro erano a capo di scuderie come lo ero io all’epoca con Gabriele Rumi socio di maggioranza nel team Minardi.

Per questo mi vien da dire… beati loro.

Loro che li hanno ricevuti quei soldi. Soldi di Bernie arrivati, da quel che ho letto, sui loro conti personali in cambio dell’appoggio durante l’approvazione del Patto della Concordia che regola tutto in F1, compresa la distribuzione dei proventi sui diritti televisivi.

Mi auguro solo che li abbiano poi investiti nelle rispettive squadre.

Io avrei fatto così.

E forse nel 2001 non sarei stato costretto a cedere il team a Paul Stoddard e forse neppure avrei ceduto subito Fernando Alonso a Briatore e alla Renault.

Ma con i se e i ma non si va da nessuna parte.

E’ un dato di fatto che Ecclestone sia stato e sia ancora padre e padrone della F1. Così come è evidente che gestisca tutto quanto conoscendo quanti scheletri nell’armadio ha ogni protagonista di questo sport. Non credo sia una novità neppure che lui abbia elargito o elargisca soldi propri o favori per avere sostegno in determinati momenti, mi sembra una trattativa tra privati per permettere a Bernie di raggiungere il migliore obbiettivo, come, appunto, nel caso specifico il rinnovo del Patto della Concordia ’98. Va anche detto per correttezza che per ottenere il rinnovo del Patto della Concordia occorre la firma di tutti i Team e quindi la condivisione delle regole in esso scritte.

Mi vien da sorridere pensando che gli altri, per dare la loro approvazione, ricevevano “regali” e io no.

Forse perché credevo di essere troppo piccolo e contare poco… anche se Prost poi non era tanto lontano da noi sulla griglia di partenza e ci giocavamo il nono e decimo posto del Mondiale

Forse Ecclestone non me l’ha mai proposto perché ero io che avrei dovuto propormi o, più probabilmente, perché io ho sempre seguito le linee decise dalla Ferrari, quindi probabilmente ero ininfluente nelle trattative..

Che cosa avrei fatto se Bernie li avesse offerti anche a me?

Li avrei presi.
E subito investiti nel team.

Tornando con la memoria a quegli anni, dai diritti tv percepivamo come team intorno agli 8-9 milioni di dollari. Per cui 10 milioni in regalo avrebbero più che raddoppiato le entrate e se si considera che in quegli anni la Minardi aveva un budget di 30.000.000, non facilmente reperibili sul mercato delle sponsorizzazioni, è facile fare i conti.. Forse la storia della Minardi poteva avere altri risvolti.

Però questa vicenda come le altre che lo riguardano, in questo momento, sta addensando su di lui nubi che non fanno il bene della F1.

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