Ieri è morto John Button.

Papà di Jenson.

Questo papà qui a lato che vedete con questo bimbo bello e biondo, cioè Jenson.

Questo papà che vedete emozionato per il figlio campione.
Questo papà aveva 70 anni e dei 249 Gp corsi da Jenson ne aveva perso uno solo, nel 2001, causa malattia.

Ieri l’ha tradito un infarto.

Così se ne va un altro pezzo della Formula uno che non c’è più.
Perché tutto ciò che i piloti robottini non possono più fare o non fanno più o non hanno tempo di fare, in fondo John aveva sempre provato a farlo.

Era un simpatico vero, John.

Onnipresente nei mondiali del figlio ma in fondo assente.

Come se fossero due piloti della stessa squadra.

Il giovane Jenson preso a correre e a tenere alta ancora un po’ l’immagine del pilota gentleman driver e sciupafemmine dei tempi che non ci sono più.

E il vecchio John preso a star vicino e lontano il giusto dal figlio così da lasciarlo vivere ma in fondo essendoci sempre.

E divertendosi sempre.

Brindando di gusto alla sera e quando il figlio vinceva.
Non dimenticherò mai una cena a Silverstone di parecchi anni fa quando Jenson correva per la Bar-Honda e aveva ancora possibilità zero di far bene. Mattatore della serata, tra un bicchiere di buon vino e l’altro, non fu lui, ma papà John che in mezz’ora aveva fatto amicizia con tutti noi.

Ricordo papà John in cima al grattacielo di Melbourne per i fatti suoi ma sempre col sorriso stampato sul viso rugoso. Lo ricordo alle 4 del mattino in coda in economy a Istanbul, lui e Jenson, in fondo miliardari e in fondo lì con tutti noi. Tranquilli e assonnati. Gente che aveva cambiato abitudini senza perdere la semplicità. Li ricordo uguali uguali l’anno dopo, il 2009, con il figlio che si involava a vincere il titolo mondiale e trionfava ad ogni Gp eppure entrambi sempre umani e semplici e lontani anni luce dalla stragrande maggioranza della fauna del Circus e, giusto per mantenere fede alla tradizione, di nuovo in coda e in fila e in economy. Stavolta durante un transito, credo in Qatar.

Ecco,

credetemi

il vecchio John nel paddock mancherà.

Ovviamente, mi mancherà anche al check in dell’economy.

Forza Jenson,

forza davvero!!!!

 

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