In questi giorni ho letto titoli apocalittici su Ecclestone rinviato a giudizio per corruzione e, dunque, sulla prossima fine di un’Era della F1.

A caldo, sul Giornale, ho registrato il fatto di cronaca del passo indietro, causa il processo in arrivo,  dell’83enne manager inglese dal cda della Delta Topco, controllata CVC, il fondo che detiene i diritti della F1.

Su questo blog ho invece preferito prendere tempo e riflettere e lasciar macerare la notizia chissà mai non emergesse qualcosa.

E qualcosa è emerso.

Perché il senso apocalittico del tutto, cioè della fine di un’epoca,  non mi aveva convinto per nulla e ora men che meno.

Perché manca una manciata di giorni al 22 quando a Ginevra  i capi dei team e il capo della Fia Todt e probabilmente il più capo di tutti Ecclestone s’incontreranno per decidere ancora del futuro della F1 e di varie ed eventuali…

Fra queste Bernie.

Cioè s’incontreranno con Bernie per decidere di Bernie.

 

Bernie che, come noto, ha suggerito al cda della Delta Topco di suggerirgli di fare un passo indietro. Bernie che si è dimesso, ma che su invito del cda Delta Topco gestirà il carrozzone giorno per giorno per cui non si è dimesso.  Bernie che però verrà controllato nel suo lavoro dal cda Delta Topco, che però di fatto ha bisogno di Bernie per capire cosa controllare e come controllarlo.

Cioè, non solo è tutto sempre nelle sue mani, ma lo resterà.

Anche perché la F1 che si riunisce a Ginevra dovrà ragionare su riduzione di costi e correttivi da introdurre a nuove norme, vedi quella dei punti che valgono doppio nell’ultimo Gp che proprio da Bernie era stata fortemente voluta.

A rafforzare questa mia convinzione, ecco poi la recente esternazione dell’agenzia di rating Moody’s che dalle colonne del “Financial Times” ha messo tutti in guardia riguardo il rischio di downgrade della Delta Debtco (controllata Delta Topco), per cui del business F1.

 

Uncertainty over Bernie Ecclestone’s future has prompted Moody’s to issue a warning about the future credit rating for the company that holds the debt of the Formula One commercial rights holder.

 

Moody’s ha spiegato che il rischio non è immediato, ma crede che ogni discontinuità nella partecipazione di Bernie a negoziati e e decisioni strategiche della F1 potrebbe creare disagi e problemi fra gli attori di questo sport.

 

Given Mr Ecclestone’s pivotal role in creating the F1 franchise, Moody’s believes that any discontinuation of his participation in negotiations and key strategic decisions may have the potential to cause disruptions in the relationships between the F1 racing teams, F1 and the FIA – the governing motorsport body.

 

Per cui, massì, assisteremo a qualche necessario aggiustamento per far fronte all’onda d’urto della sentenza di aprile nel processo in cui è accusato di corruzione.

Sentenza però che – è utile ricordarlo – potrebbe anche essere di assoluzione visto che Ecclestone sostiene di essere stato ricattato dal banchiere tedesco che lo accusa.

La verità?

La verità è che la F1 è uno sport pieno di vecchi, compresi certi piloti, resi più vecchi dal benessere e i miliardi, in cui ha sempre svettato e svetta ancora  per spregiudicatezza e lungimiranza un solo giovane:

Bernie Ecclestone

In fondo solo uno con idee  giovani poteva partorire questa F1 artificiale dei sorpassi finti e le gomme di burro che ci piace zero però.

Un giovane che con favori, aiuti, contratti, salvataggi, interventi e profitti per tutti tiene quei tutti più o meno stretti a sé e lascerà solo quando interverrà qualcuno ben più importante di lui che da Lassù pilota ancor meglio di lui.

Quel giorno avremo l’erede scelto da Bernie però ci diranno che l’ha consigliato il cda Delta Topco convinto e in buona fede di aver deciso in proprio.

Magia.

Sarà l’avatar di Bernie nella governance tanto desiderata da Montezemolo & C.

Questo per dire che anche dopo a comandare sarà sempre lui.

Nel bene e nel male.

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