- di Gian Carlo Minardi  -

Visto che oggi piove, lasciamo da parte i lavori ancora in corso dell’ultima giornata e i  riscontri cronometrici, provando invece ad analizzare i numeri delle prime tre giornate, dalle quali saltano all’occhio prevalentemente tre aspetti:

1) il grande lavoro svolto dai motoristi Mercedes

2) le difficoltà in casa Renault

3) l’abbandono del circuito da parte dello stato maggiore Red Bull, Mateschitz-Marko-Horner –Newey e infine il ritiro della squadra a metà dell’ultima giornata.

Vedere lo staff del Team Campione del Mondo in carica lasciare il circuito con un giorno di anticipo non è certamente un buon segnale.

Sono dell’idea che il Comandante non debba mai abbandonare la sua Nave. Tale decisione potrebbe essere un segnale importante sull’entità dei problemi in casa RB, anche perché è venuto in seguito ad un’accesa discussione tra Newey e White, responsabile dei motori Renault.

Non condivido certamente questa scelta poiché in pista si possono analizzare i primi correttivi.

Facendo invece i conti in tasca ai team,

abbiamo un motore Mercedes che guida la classifica con la bellezza di 466 passaggi (a mercoledì) grazie ai suoi quattro “clienti” – Mercedes 177, McLaren 135, Williams 89, Force India 65 – seguito dal propulsore di Maranello con 235 giri, cuore pulsante della F14-T (136 tornate), C33 (95) e MR03 (5), il cui esordio risale solamente a ieri con Chilton. Ben più staccato risulta il propulsore di casa francese con 81 passaggi messi nel sacco. Da questi 81 giri, 45 sono stati messi a segno dalla Scuderia Toro Rosso, 22 dalla Caterham e solamente 14 dalla Red Bull di Vettel e Ricciardo.

In questa nostra classifica c’è un assente di lusso motorizzato Renault, la Lotus.

A questo punto mi viene in mente una cosa: non è che il team di Lopez ha visto lontano?

Come dicevo prima ho lasciato indietro i riscontri cronometrici – siamo ancora più lenti di 1” rispetto alla GP2 – in quanto, come rilevano osservatori esterni attraverso strumentazioni fonometriche, i team non stanno utilizzando tutti i 15.000 giri/min a loro disposizione.

Se risolvere velocemente i problemi legati ai propulsori è di vitale importanza, non mi preoccupano le restanti noie tecniche in quanto stiamo parlando di shake-down, ovvero del lavoro che una volta veniva effettuato privatamente. Ora invece i team sono obbligati a farlo pubblicamente. I problemi a cui stiamo assistendo su alcune monoposto  sono di normale gestione, soprattutto perché stiamo parlando di una Formula 1 nuova a 360°

Salutata la Spagna, dal 19 febbraio, la carovana si trasferirà in Bahrain dove le temperature saranno certamente più elevate. Se già adesso alcuni hanno problemi di raffreddamento non oso pensare cosa potrà succedere in quel di Sakhir. Non ci resta che assistere a questa ultima sessione per poi “volare” nel Golfo Persico

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