Più o meno qui a Londra succede questo. Succede che zitto zitto Bernie Ecclestone ha messo nel grande bicchiere del circus mezza parte di Martini bianco, mezza di prosecco, un goccio di lime, tanto ghiaccio e insieme con un Martini Royale ha servito alla F1 il ritorno dello sponsor più racing e force glamour del mondo che corre veloce. Appunto, Martini. Sono voci, racconti, indiscrezioni, rumours come dicono da queste parti, ma il boss della F1, benché in difficoltà per via del processo che lo vede imputato in Germania per corruzione, deve avere qualcosa a che fare con il neonato binomio Williams Martini Racing. Così come ha avuto a che fare con la fornitura di motori Mercedes al team di sir Frank che con Massa e l’iniezione di capitali garantita dal nuovo main sponsor ora sogna davvero in grande.
Non a caso presentazione glamour a Londra, nel palazzetto di Stella McCarthney, figlia di Paul e stilista, non a caso Felipe superstar, miglior tempo nei test invernali, fra i candidati alla vittoria fra due domeniche in Australia.
Il bianco, tanto bianco, e poi quei mitici colori a strisce nere e blu e rosse che sanno di corse e vittorie, tante italiane, epoca Lancia, mondiali sport protitipi prima e poi e soprattutto, rally, Lancia Delta, che ricordi. Colori che sanno di F1, prima con la Techno, anno 1970, e poi, ma dai, ma guarda caso, con le Brabham dell’allora team owner Bernie Ecclestone. Come è piccolo il mondo. Ovvio che ci sia lo zampino del boss inglese.
Fatto sta, “siamo felici di accogliere Martini nella famiglia Williams” dice sir Frank, “condividiamo una storia ricca nel mondo delle corse, il nostro è un sodalizio naturale uniti come siamo dalla passione per le corse”.

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