-di Gian Carlo Minardi-

“Due è meglio di uno?”,  è  vero…  ma non sempre. Soprattutto se si tratta di infrazioni regolamentari.

Per cui sì, forse questa volta la Red Bull ha esagerato a mettere le Aliiii.

Come sappiano, domenica scorsa, finita la gara a Melbourne, i commissari Sportivi hanno squalificato Daniel Ricciardo, autore di una bella prestazione conclusa con il secondo posto, alle spalle del vincitore Nico Rosberg targato Mercedes.

Il team di Milton Keynes ha dichiarato di non essere d’accordo con la decisione presa e di voler presentare appello (depositato proprio oggi). Ma siamo proprio sicuri che la fedina degli uomini di Horner sia pulita e che abbiano il coltello dalla parte del manico?

Facciamo un passo indietro. I Campioni del Mondo incarica sono stati squalificati in quanto la vettura #3 dell’australiano ha infranto il Regolamento Tecnico (Art. 5.1.4) e Sportivo (Art. 3.2).

Fin dall’inizio del week end Horner ha messo in dubbio l’affidabilità del flussometro FIA by Gill Sensors che ha l’importante onere di controllare il limite di 100 kg/h di consumo istantaneo di carburante con i motori sopra i 10.500 giri/min, ammesso appunto dall’Art. 5.1.4, sostenendo che fornirebbe dati discordanti al variare di parametri importanti, quali temperature e densità del carburante. Charlie Whiting aveva però spezzato una lancia in favore del sistema confermando tolleranza zero per chi non si fosse attenuto ai dati derivanti dal flussometro “… Siamo fiduciosi riguardo all’accuratezza del misuratore del flusso di carburante. Sarà sempre correlato con i dati che abbiamo dagli iniettori per assicurarci che non ci sia divergenza.”

Nonostante i numerosi richiami da parte dei Commissari Sportivi di rientrare nei parametri di consumo imposti dal Regolamento Tecnico, la Red Bull è andata avanti per la sua strada. Ferrari e Mercedes, dopo i richiami dei Commissari sono rientrati nei limiti di legge. A questo punto entra in gioco l’Art 3.2 del Regolamento Sportivo che cita “I concorrenti dovranno assicurarsi che le loro vetture siano conformi alle condizioni di idoneità e di sicurezza per TUTTA la durata delle prove e della gara”

Al di la di quanto affermato nei giorni precedenti dalla RB, ignorando un ordine ben preciso di carattere sportivo proveniente dalla FIA, la vettura #3 in quegli istanti, non rispettava le condizioni di “idoneità e di sicurezza per tutta la durata delle prove e della gara” necessarie per correre un Gran Premio di Formula 1.

Per questo vedo difficile un lieto fine per la Red Bull

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