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Da tempo spero in una Ferrari orgogliosa che vada a riprendersi quel potere e peso politico che nel Circus ha di fatto perso o messo in un cassetto sazia com’era, prima, di vittorie e, poi, di riconoscimenti economici.

Diciamo che con la pancia piena si era come distratta.

Per cui l’altro giorno ho accolto con piacere l’attivismo di Montezemolo andato a trovare Ecclestone a Londra.
I temi caldi, infatti, ci sono, eccome. Per esempio la necessità di sgombrare i dubbi sull’impiego e la gestione e il controllo Fia dell’ormai famigerato flussometro che impone (e vigila) il consumo orario di benzina. Di questo avevo parlato a Natale e ne ho riparlato a inizio mondiale. Troppe le perplessità, i potenziali contenziosi e i rischi insiti nell’ affidare le sorti della competizione iridata a una specie di grande fratello gestito da altri. Gli strani problemi di Ricciardo ne sono stati subito la riprova.

Per cui mi piaceva l’idea che il flussometro fosse uno dei temi su cui avrebbe discusso Montezemolo con Ecclestone.

Solo che a quanto pare questo non sembra sufficiente a tranquillizzare gli animi di rosso vestiti.

Non a caso, nei colloqui fra  Ecclestone e Montezemolo si è parlato (pare con insistenza) di togliere proprio il flussometro e accorciare contestualmente la lunghezza dei Gp.

Se passassero le due cose insieme, saremmo però innanzi alla negazione tecnica delle fondamenta su cui poggia la nuova formula uno che tutti, Ferrari compresa, avevano voluto e sulle quali Mercedes ha costruito meglio.

Più che nell’esercizio di un ritrovato peso politico, dunque, l’attivismo ferrarista rischierebbe di trasformarsi nel rumoroso – questo sì –  capriccio di chi, perdendo, cerca di cambiare le regole a gioco iniziato.

E allora mi piacerebbe zero.

Anche perché il peso politico, quello vero, lo si usa senza farsi notare e lo si mette sul tavolo quando si subiscono soprusi (come lo sono stati i doppi diffusori della Brawn Gp, le mappature e gli scarichi soffiati del primo dominio Red Bull e i test segreti di gomme Mercedes-Pirelli).  Non quando si parte col piede sbagliato e tutti lo notano.

 

PS: nelle libere del Bahrein primo Hamilton, secondo Rosberg, Alonso terzo a 1″, Raikkonen 14esimo e disperso.

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