- di Gian Carlo Minardi – 


Mercedes davanti … e dietro tutti quanti. Anche se tutti gli altri hanno bisogno del binocolo per vedere il Lato-B di Rosberg ed Hamilton – hanno infilato 24” negli ultimi otto giri al terzo classificato – La Formula 1 ci ha dato un’altra bella lezione. Come avevo già accennato nel Pre-GP, in questo momento è inutile gridare “al-lupo-al-lupo”. Bisogna lasciare il tempo a questa nuova Formula 1 di trovare la sua strada e crescere tecnologicamente. A distanza di una settimana siamo passati da una Formula-Noia ad una Formula-Spettacolo. Il Sound dei V6 non è un problema. La cosa importante è la competitività delle vetture e le battaglie che i piloti ci possono regalare in pista. Abbiamo assistito a belle lotte, sorpassi, strategie e incidenti. La safety-car poi ha arricchito gli ultimi otto passaggi

Ecco perché trovo fantastica la Formula 1. Racchiude al suo interno tutto. Tecnica, regolamenti sportivi e piloti. E’ difficile emettere delle sentenze poichè la pista da un week end all’altra può smentire tutti, soprattutto quest’anno. Pensiamo solamente a che punto eravamo durante i test in Bahrein. Con la Cina mi aspetto ulteriori cambiamenti, per non parlare di cosa potrà succedere con l’arrivo in Spagna, tra un mese.

Poi certo. Abbiamo una supremazia Mercedes imbarazzante sia come team che come Power-unit, ma le emozioni in Bahrein non sono mancate. Rosberg ed Hamilton sono due grandi campioni che sapranno farci ancora divertire. Ho avuto l’impressione che negli ultimi giri abbiano voluto soprattutto giocare e regalare al pubblico un bello spettacolo, per attirare l’attenzione delle telecamere su di loro, visti i punti un po’ improbabili in cui Nico cercava l’affondo finale sul compagno.

Alle loro spalle poi ci sono tutti gli altri, più o meno vicini. In questo momento l’unico posto libero è il terzo gradino del podio. La classifica finale parla di due Mercedes, Force India, Red Bull, Force India, Red Bull, due Williams e due Ferrari. Cinque motori Mercedes, due Renault e due Ferrari con Ricciardo e Vettel in mezzo a Perez e Hulkenberg e Alonso e Raikkonen a chiudere la top-10. Vedere Aldo Costa, il papà della W05, sul podio mi ha fatto veramente piacere. Il Made in Italy funziona, alla faccia degli inglesi. Troppo spesso la tecnologia e i tecnici italiani sono sottovalutati.

Ma andiamo avanti. Come dicevamo al terzo posto troviamo Sergio  e la Force India. Già nei precedenti GP con Hulkenberg avevano dimostrato di avere una buona macchina che oggi occupa la seconda posizione nel Mondiale facendosi dare del “Lei”. Il messicano si è rifatto avanti con autorità, dimostrando di essere della partita. Con questo podio ha riscattato anche la negatività della passata stagione dimostrando che le decisioni in casa McLaren sono state prese con troppa fretta. Ha guadagnato a pieni voti il podio. Nonostante un quarto e sesto posto, la Red Bull si dimostra la macchina con un telaio fantastico, a cui mancano solamente quei 40 cv che Horner cerca di portare a gran voce nel suo recinto. Ricciardo è stato autore di una gara strepitosa. Nonostante una penalità ingiusta di 10 posizioni in qualifica – per i fatti della Malesia -, ha chiuso davanti al compagno. In un mese sono riusciti a ribaltare una situazione veramente difficile.

Arriviamo a Maranello. Senza troppo giri di parole, attualmente sono la quinta forze del Mondiale. Credo che il risultato sia stato salvato solamente dai suoi due Campioni del Mondo, che si chiamano Alonso e Raikkonen. Diversamente credo che sarebbero stati fuori dalla top 10. Il problema non è solo nella power-unit. La competitività manca in diversi settori come si è visto dai pattinamenti e dai camera-car dei piloti. Credo che sia importante non cercare scuse o puntare solamente il dito contro un unico settore. Devono ragionare a mente fredda e lavorare a 360° in tutti i settori. Ora ci saranno i test prima del Gp della Cina. Escludendo le W05 di Nico e Lewis, tutti gli altri sono vicini. Quindi anche la Ferrari può giocarsi il terzo gradino del podio e il secondo posto nel Mondiale.

 

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