Tutto un Gp in un  fermo immagine.

Le  due rosse di Alonso e Raikkonen davanti e le due d’argento di Hamilton e Rosberg dietro.  Pochi giri al termine. Uno scatto che ci sbatte in faccia impietosamente tutto il senso di un fallimento sportivo ma anche tecnico di cui quest’Italia assediata dallo scoramento collettivo proprio non aveva bisogno.

Perché quelle due rosse davanti sono un miraggio del tempo che fu, sono un’illusione, sono anche uno sfottò. Perché le due Mercedes si avviano a vincere e stravincere la quinta gara della stagione e perchè non inseguono bensì stanno per doppiare le due Ferrari. Ci riusciranno a metà, passando Raikkonen in crisi di gomme e con due soli pit rispetto ai tre di Alonso.

Già, due soli pit. Come le Mercedes che volano verso altri pianeti.

Il gp di Spagna si riassume in queste immagini, in questa umiliazione, nella quarta vittoria di fila di Hamilton che passa il compagno nella classifica mondiale  (100 a 97) e nella bella gara del solito Ricciardo partito terzo e arrivato terzo. Il Gp qui a Barcellona si riassume anche  nella rimonta faticosa e generosa e umile di Vettel, partito quindicesimo per sfighe varie e arrivato quarto per bravure personali… E grazie anche a una Red Bull e una Renault che un po’ il bandolo lo cercano e un poco lo trovano.

Non come la Ferrari sbandata che affonda in mezzo alla confusione, alle parole imbarazzate, ai proclami di resurrezioni che verranno e novità tecniche che un po’ funzionano e un po’ no.

 

Così all’arrivo
1 Hamilton

2. Rosberg 0.6”

3 Ricciardo +49

4 Vettel

5 Bottas

6 Alonso a 1,27

7 Raikkonen DOPPIATO

 

 

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