- di Gian Carlo Minardi –

Non ce n’è per nessuno! La Mercedes fa 5 su 5 e Lewis Hamilton cala il poker prendendosi la leadership ai danni del suo compagno che però non molla e chiude a poco più di 6 dec, provandoci fino all’ultima curva

L’aria di “casa” non mescola le carte, a parte dietro la W05 che anche in Spagna conferma tutta la sua grande forza, con differenze sul giro di oltre 1” su Red Bull e 1”50 / 1”80 sulla F14-T. Il loro vantaggio è talmente elevato in qualsiasi condizione – prove libere, qualifica e gara – che danno l’impressione di giocare con gli avversari. Questi successi mi riportano indietro nel tempo quando la McLaren conquistò la bellezza di 15 vittorie su 16 partenze alle cui spalle si piazzavano, a coppie, gli altri team. Un po’ come oggi: 2 Mercedes, 2 Red Bull, 1 Williams, 2 Ferrari, 1 Lotus, 1 Force India, 2 Mclaren

Il vantaggio è talmente elevato che credo sia difficile per gli altri provare a colmarlo visto che parliamo di ben 49” di vantaggio tra la seconda Mercedes e il primo degli inseguitore, la Red Bull di Ricciardo che firma il primo podio ufficiale.

Il Montmelò è stato anche l’aula dell’esame di maturità per molti team, per mettere a frutto il grande lavoro di queste tre settimane: Red Bull, Lotus e Williams PROMOSSE, cosa che non si può dire per Ferrari e McLaren, con Alonso il primo tra i non doppiati, Raikkonen che apre le danze tra i piloti indietro di 1 giro e il duo Button/Magnussen nuovamente fuori dai punti.

Primi punti della Lotus che, insieme alla Williams, si è inserita come outsider di seconda fascia. Bravo Sebastian Vettel che ha movimentato la gara con numerosi sorpassi – sostenuto dalla strategia – chiudendo ai piedi del podio.

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