- di Gian Carlo Minardi –
Dal glamour di Monte-Carlo al Mito di Gilles Villeneuve. La Formula 1 vola oltre oceano, in Canada, per una breve parentesi americana prima di fare ritorno nel Vecchio Continente con sei gare consecutive, dall’Austria a Monza.

Il circuito di Montreal, un misto tra cittadino e permanente, nasconde al suo interno molte insidie, dagli alti consumi di benzina alle frenate che mettono a dura prova tutto l’impianto. Non dobbiamo dimenticarci la variabile meteo: i venti provenienti dai due oceani potrebbero giocare una carta importante sul risultato finale.
Arriviamo in Canada con la speranza di vedere una Ferrari rigenerata dai numerosi aggiornamenti tecnici, pronta a rincorrere una Red Bull in costante crescita e a caccia della corrazzata Mercedes. L’obiettivo di Maranello deve essere il terzo posto del podio e il secondo posto tra i Costruttori, ovvero essere i primi degli “altri”. Per far questo però servono aggiornamenti costanti e importanti.

Nonostante un Ricciardo galvanizzato dai due podi consecutivi e dal quarto posto in classifica, gli animi in casa dei “bibitari” non sono al massimo con un Adrian Newey pronto ad un anno sabatico. Non darei comunque per sconfitto il quattro volte campione del mondo, anche se fino ad oggi gli è capitato tutto quello che fino all’anno scorso toccava a Webber…

Voliamo dunque in Canada e vediamo se sarà confermato il trend dei primi sei gran premi che ci hanno consegnato una griglia di partenza e una classifica per team con due Mercedes, due Red Bull e due Ferrari, con Williams, Force India e Toro Rosso pronte a procacciarsi punti preziosi. Salvo debacle ci sono quattro posti liberi per chiudere la top 10. Chi riuscirà ad azzeccare la gara potrà far ritorno in patria con un bel bottino. La Force India proverà a conservare la quarta posizione, mentre la Williams cercherà di scavalcare la McLaren al quinto posto.

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