La cosa bella di questo Gp è stata è il duello iniziato al giro 34 fra Alonso e Vettel per la quinta pizza, con Fernando che lo passa  e Seb che ci riesce una vita dopo, al 47, con un ruota a ruota a 300 all’ora durato fino alla Copse .

Due campioni del mondo che si dimenticano di tutto, del niente per cui stanno lottando, e si ritrovano come ragazzi sui kart a darsele di santa ragione.

Bello.

Se non fosse per gli urletti via radio dell’uno che si lamentava delle staccate al limite di Alonso e di quest’ultimo delle divagazioni di Seb oltre la linea bianca o dell’uso illecito delle ali mobili alla fine: “L’ha usato dopo il sorpasso, mi deve ridare la posizione!!!”, urlerà alla fine lo spagnolo.

Sarà, ma con quel loro parlare e parlare hanno tolto magia a questo sport già in discreta difficoltà sul tema. Da Cavalieri del rischio a piagnoni del rischio è un attimo

Fatto sta,

grande seconda gara dello spagnolo che parte da schifo nella prima, parte con auto mezza avanti alla piazzola e in più si fa sverniciare da un paio di auto, fra cui la Rossa di Raikkonen.  Per il posteggio in griglia sbagliato, un’ora e mezza dopo verrà punito con un stop and go di 5” da scontare però durante il pit.

Un’ora e mezza dopo perché in mezzo c’è stata invece la cosa brutta di questa gara: l’incidente di Raikkonen che ha perso il controllo alla curva 5 del primo giro, andando largo, rientrando ma perdendo il controllo della Rossa sul cordolo. Un botto a 200 all’ora che lo rimanda a casa con la caviglia malconcia, tanta paura e tanta voglia di andare in pensione.

Ripartenza dopo aver sistemato il guard rail e via dietro la safety car.

Il resto è Rosberg che si invola, Hamilton che fa di tutto per andarlo a prendere, e il team Mercedes che fa di tutto perché questo non accada. Lewis pitta cinque giri dopo il compagno e ci mette il doppio visto che un meccanico sbaglia.

Meno male che la dea bendata stavolta parla inglese e il cambio di Nico si rompe.

Kaputt!.

Un po’ di giustizia ristabilita. Ora è a meno 4 da Rosberg.  Mondiale aperto.

Il resto è anche l’impresa di Bottas, da 14° a secondo, ancora sul podio, come i Austria. Che sia nata una stella?

così all’arrivo

1 Hamilton

2 Bottas

3 Ricciardo

4 Button

5 vettel

6 Alonso

7 Magnussen

8 Hulkenberg

9 Kviat

10 Vergne

 

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