Per collegarsi a un termine  tornato di moda dopo il poco elegante paragone di Lauda dedicato alla Ferrari, quel “è una macchina di merda”,

si potrebbe ricordare un altro detto sul tema che più o meno dice questo:

“quando sei nella m… fin sopra il collo, almeno non ti mettere a cantare…”

Ecco, oggi pomeriggio, qui all’Hungaroring, la Ferrari e i suoi uomini del muretto hanno invece voluto di nuovo cantare…

Nel senso di esagerare, nel senso di inventarsi strategie alternative, avveniristiche, fantasiose…

Non era il caso.

Risultato: Raikkonen scatterà domani 17°. Suicidato dalla scellerata decisione del team di non fargli fare un secondo tentativo in Q1 per risparmiare un treno di gomme soft per la gara, sicuri com’erano al muretto che via Hamilton con la Mercedes andata a fuoco nel primo giro e via Maldonado, il tempo faqtto con medie avrebbe comodamente permesso al finnico di scollinare verso il Q2.

Mica vero.

A pirlare il muretto ferrarista ci ha pensato il pilota della Ferrari driver academy Jules Bianchi, per di più su Marussia motorizzata Ferrari.

Praticamente un suicidio.

E’ quello che succede quando sei nella di cui sopra M… e ti metti pure a cantare.

L’unico che nonostante stia affondando in quella cosa lì e che però ha il diritto di cantarle è Kimi:

“Dovevo fare il secondo tentativo, poi il team mi ha detto di no. Gli ho chiesto: ma siete proprio sicuri? Hanno detto di sì e questo è il risultato…”

Fatto sta,

pole del solito Rosberg, Vettel accanto a lui tornato a fare di nuovo il Vettel, un po’ di botti e brividi in Q3 per via di una spruzzata di pioggia, Bottas e Ricciardoin seconda fila e Alonso e Massa in terza.

Alonso che non guarderà l’ex compagno accanto a lui con la sufficienza del passato ma invidia, sognando di rubargli la Williams.

 

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