NOTA BENE: poi scriverò un post sul tema, ma intanto anticipo le mie scuse a tutti coloro che in queste ultime tre settimane non hanno visto pubblicati i loro commenti. Colpa del filtro spam che dirottava i vostri commenti, ma anche del sottoscritto che con il mondo 2.0 ha ancora dei problemini…. Ringrazio Bobirons che mi ha allertato.

E ora avanti… eccole… queste sono le mie pagelle uscite stamane su “il Giornale”. E le vostre? Siete d’accordo coi voti? Non lo siete? Forza! Sono curioso.

10 RICCIARDO Primo Per la seconda volta primo. Per la quinta volta a podio. Anche se i gradini calpestati sarebbero sei visti i punti che gli hanno tolto con la squalifica per colpe altrui (del team) nella sua Australia. Terzo nel mondiale, 131 punti, di fatto ancora in lotta per il titolo. Daniel piace in pista perché viene da sorridere nel vederlo correre con la freschezza e il talento e l’irriverenza allegra di quelli baciati per davvero dal dio delle corse. E piace fuori pista per l’approccio semplice. Speriamo che la F1, nel senso di ambiente, non ce lo rovini. Ieri non ha mai perso il bandolo della matassa: nonostante pioggia, safety car, botti e casino grande. I tredici giri finali dietro Alonso ed Hamilton, i due sorpassi al 67 sull’inglese e al 68 sullo spagnolo, sanno di risata grande.

10 ALONSO Secondo Umanamente impossibile chiedergli di più. In testa per due volte nel balletto dei pit stop e delle due safety car. Da maestro il primo giro dopo la seconda ripartenza, quando ne ha passati quattro e al giro 23 si è ritrovato primo. Per ritornarci al 54, cercando di rimanerci fino all’ultimo. Tutto meritato. Lui e la Ferrari hanno saputo osare e soprattutto, stavolta, non sbagliare. Trentadue giri in soft sanno di miracolo. E pure i 12 con i due mastini addosso. Hamilton che azzanna, Ricciardo con i dentoni. E Fernando era l’unico che non poteva usare le ali mobili. Per cui ha concluso sulle tele e scalzo che pareva Fred Flinstone degli Antenati e per di più senza ali. Il taglio della chicane mentre si difendeva, solo una sbavatura, neppure punibile. Non intocca il 10.

8 HAMILTON Terzo Gara nervosa fin dall’inizio, diverse sbavature, persino una toccatina di barriere dopo un lungo. E però mai sconfitto. Umiliato sì, però. Al giro 50. Dal team che gli chiede di far passare Nico sul primo rettilineo disponibile. Il vuoto nell’etere, lui che di solito è così loquace, è il suo modo di mandare a quel paese la Mercedes. Lewis non si fida più degli uber alles: troppa sfiga tecnica. Il ritiro in Australia, freni rotti in Germania, motore in fiamme qui di sabato. Lui parte dal box e il team gli fa pure quella proposta indecente. Ma dai… Fermo restando che, se avesse accettato, forse il tedeschino avrebbe tolto il sorriso a Ricciardo.

7 ROSBERG Quarto Prende, parte, s’invola con pista sgombra e senza nuvole di acqua perché davanti non ha nessuno. Sembra un’altra delle sue gare comode, poi ci si mettono i botti. Quello di Ericsson, soprattutto. Lui e Bottas e Vettel e Alonso mancano la fermata ai pit in regime di safety e perdono un giro. Tutto si scombina e complica. Per di più patisce noie temporanee al sistema di recupero energia dei freni. Magia:  nel finale riappare con gomme più fresche di tutti.

6.5 MASSA Quinto Incredibile. Riesce ad andare oltre il primo giro. Niente botti, incidenti, capottamenti. Forza Felipe.

6 RAIKKONEN Sesto Incredibile: è il suo miglior risultato da quanto è tornato in Rosso. Oddio: Hamilton lo ha passato come una Ferrari una Panda. Oddio: è andato lungo alla curva 6. Oddio: anche Rosberg l’ha passato a missile. Però al giro 42 resiste bene su Vettel.

5 VETTEL Settimo Quattro volte di fila campione del mondo. La quasi matricola Ricciardo, suo compagno, ne sta uccidendo l’autostima. Ieri è andato in testa e coda all’imbocco del rettilineo di partenza come una… quasi matricola. La sua parabola racconta un caso umano. E se la Red Bull l’avesse abbandonato?

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