E lui, mentre gli altri litigano, lui se la ride.

Lui Daniel Sorriso Ricciardo.

Terza vittoria dell’anno per l’ITALOaustraliano, la seconda di fila, nettamente e degnamente in lotta per il mondiale visto che ha 156 punti, visto che il leader Rosberg  ne ha 220 e l’altro, il ritirato Hamilton solo 191.

Nettamente e degnamente in lotta, Sorriso Ricciardo, perché il magico telaio della Red Bull nasconde i limiti del Renault, la sua magica guida svela i limiti di compagno Vettel (5° a 50”), e i due della Mercedes avanti a litigare e fare l’autoscontro potrebbero aprirgli la porta per un recupero mondiale incredibile.

Ieri Rosberg, secondo (terzo Bottas), ha toccato, quasi tamponato al secondo giro Hamilton, tentando di passarlo dopo essere partito male. Per cui gara in salita per lui, con l’ala rotta, e foratura per l’altro e corsa dal fondo con ritiro finale dell’inglese.

Nettamente e degnamente in lotta Ricciardo, anche perché, non dimentichiamolo, l’ultimo Gp ad Abu Dhabi assegnerà punti doppi.

Ecco perché i vertici Mercedes, ora, sono preoccupati. Ecco perché Toto Wolff e Niki Lauda parlano finalmente chiaro.

Così Wolff: “Una gara inaccettabile, questo non è il modo in cui possiamo continuare a correre… E adesso parleremo fra noi e adesso succederà molto…”

Così Lauda: “Ha ragione Toto, soprattutto sono cose che non devono accadere al secondo giro, al limiti può capitare all’ultimo, in quel caso se ne può parlare, ma in questo modo  no. Ecco perché quando Lewis si è ritirato sono andato a calmarlo, ma lui era calmo, semplicemente si stava domandando  quello che vi ho appena detto: perché al primo giro?. Dobbiamo fare un incontro con i piloti e ragionare. Nico non lo ha fatto apposta, ma è comunque colpa sua, Hamilton era davanti, Nico dietro, ed era il secondo giro. Per me è tutto chiaro.

Duro anche il pubblico che durante la premiazione ha sommerso di fischi Nico.

In mezzo a tutto questo show,

la bella gara di Raikkonen che, grazie a strategia e temponi sulla pista che più ama, ha perso il podio solo all’ultimo, con le gomme ormai da buttare e per la prima volta quest’anno si è piazzato davanti ad Alonso, solo ottavo. Fernando non ha fatto la gara della vita ma ha rischiato la vita quando Magnussen, proprio alla fine, lottando con lui e Vettel e Button per la quinta e sesta piazza, dopo l’Eau Rouge l’ha spinto sull’erba a 320 all’ora. Magnussen ora sotto inchiesta.

Un Fernando così così anche perché, probabilmente, gli giravano a mille pensando che con l’impazzimento collettivo andato in scena in Mercedes sarebbe stato a podio se non avesse rimediato uno stop and go di 5” per un guaio tecnico prima del via (i meccanici, per sistemare una guasto alla batteria, erano infatti  usciti dalla griglia in ritardo).

Cosi’ all’arrivo

1. Ricciardo

2. Rosberg

3. Bottas

4. Raikkonen

5. Vettel

6. Button

7. Alonso

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