Se per davvero è così, e purtroppo sembra proprio possa essere così, è tutto di una meravigliosa tristezza.

Perché giovedì il mega fondo che possiede la F1, la CVC, ha annunciato che Bernie Ecclestone era di nuovo dentro il board della Formula One Group, la società che controlla i diritti commerciali della F1, il cuore danaroso del grande business a trecento all’ora, in veste di amministratore delegato, e che Paul Walsh, uomo Unilever, ci entrava come membro non esecutivo e che Luca di Montezemolo, uscito dal board per far posto al successore in sella al Cavallino, Sergio Marchionne, ci rimaneva però in qualità anch’egli di direttore non esecutivo.

E dove sta la tristezza?

In Ecclestone che a 84 anni torna in sella nonostante le recenti grane giudiziarie?

Ma no. Suvvia. Big Bernie non è mai smontato di sella, e anche le nomine decise l’altro giorno dalla CVC, statene certi, sono in un modo o nell’altro manovrate da lui.  Perchè comunque big Bernie il grande circo lo conosce bene e tutti sanno perfettamente quanto, lì, al momento, ci sia ancora bisogno di lui.

E non c’è ovviamente tristezza per  l’entrata – sarebbe meglio dire permanenza in altro ruolo –  di Montezemolo. Certamente spinta da Ecclestone stesso. In fondo  è un segnale positivo per il nostro sport e per la nostra F1. Perché dopo Ecclestone non c’è uomo nel Circus che conosca meglio di Luca Luca le dinamiche che lo governano. Tanto più che la sua presenza nel board nonostante sia stato disarcionato dal Cavallino lo scorso 13 ottobre,  può anche stare a significare che chissà, un giorno, potrebbe proprio essere Luca Luca a prendere il posto di Ecclestone.

La tristezza sta in ben altro. Nell’idea o nella scoperta che Montezemolo dia fastidio alla Ferrari. Che dalla Ferrari possa ormai essere vissuto alla stregua di un nemico.

E questa, ammettiamolo, pensando a 23 anni di passione e arrabbiature e di tutto e di più è quasi una contraddizioni in termini.

Sembra infatti che giovedì Montezemolo fosse addirittura stato indicato come presidente del Formula one Group, che tutto fosse pronto, persino il comunicato e che, opplà, non se ne sia più fatto nulla perché la Ferrari e Marchionne avrebbero puntato i piedi e bloccato tutto.

La Ferrari nemica di Montezemolo, ma dai… non esiste. Suvvia, un po’ di romanticismo…

Ferrari che sul tema liquida voci e questione con il più tonante dei “no comment”.

Si vedrà.

 

 

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