Quando sono venuto a sapere che Marchionne e Arrivabene, nonostante l’asse con Ecclestone per cambiare dal 2017 gli attuali motori con dei V8 biturbo molto meno ibridi, erano stati rimbalzati da Todt e il resto della F1 nell’attesissimo megavertice di ieri a Parigi,

ho pensato TOH! Meno male

Perché quella che ora sembra una sconfitta politica della Ferrari è invece un’enorme e involontaria vittoria che ha evitato un disastroso incidente d’immagine.

Vittoria eteroindotta, vittoria conseguenza di un NO altrui, vittoria come quando il bambino cresce, matura, migliora ma solo grazie ai NOOOO  di papi e mami o della maestra.

Certo, la stragrande maggioranza dei tifosi avrebbe stappato lambrusco nel caso l’asse Rossa-Ecclestone avesse vinto imponendo un ritorno a propulsori meno spaziali ed elettrici e più nel dna ferrarista, sperando così di tornare prima a vincere e persino a dominare…

Ma sarebbe stata festa effimera.

Perché figlia di una disastrosa sconfitta sul piano dell’immagine: sarebbe infatti passato il messaggio che la Ferrari ha ottenuto di cambiare le regole (sottoscritte anche da lei) per manifesta incapacità di capirle e cavalcarle… che poi per un Cavallino è anche più grave.

Soprattutto, visto che la formula ibrida accelera il travaso di quanto si sperimenta in F1 nelle auto di tutti i giorni, si sarebbe rivelata una vittoria dal gusto amaro per tutti noi.

Perché avremmo avuto la certezza di avere una grande azienda e un grande simbolo che, pur di vincere,  invece di guardare avanti preferisce innestare la retromarcia…

Senza neppure guardare nello specchietto.

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