Qui di seguito l’articolo uscito stamane su il Giornale in cui si anticipava la rinuncia di Alonso al Gran premio d’Australia. Domani ne uscirà ovviamente un altro visto che alle 13,07 di oggi la McLaren ha comunicato che Fernando, su consiglio dei propri medici, ha deciso di saltare il primo appuntamento. E sul tema c’è ovviamente molto da dire e scrivere. Anche perché questa misteriosa vicenda è ben lungi dall’essere terminata. E non mi convince neppure più di tanto l’appuntamento dato da Alonso per la seconda gara, in Malesia, il 29 marzo.

L’ARTICOLO:

<Sto bene, tornerò presto» dice Fernando nel video ormai famoso registrato nel giardino di casa e postato su youtube. Vero. Adesso Fernando sta bene. Non vero. Mica detto che tornerà presto. Solo un miracolo potrebbe farcelo trovare in griglia a Melbourne.
Colpa del giallo, dell’incidente, dei misteri, della scossa elettrica, colpa del malore, dei G di decelerazione subiti nell’impatto alla curva 4 di Barcellona, quanti sono stati? 10, 15, 20, 30, mille. Nella vicenda che ha per protagonista il tormentato spagnolo si è detto e scritto tutto e il contrario di tutto e la Formula omertà ha dato il meglio di sé. Perché in ballo ci sono la carriera di un pilota e il prestigio di un team come la McLaren e un marchio come la Honda. E ci sono sponsor, contratti milionari, ci sono questioni troppo grandi per certi uomini che abitano il Circus. Per cui basta un evento che vada oltre la dialettica del pistone e del cilindro ed ecco che vien fuori un casino. E alla curva 4 di Montmelò, il 22 febbraio, è successo un casino.
«La verità nascosta di Alonso?» si domanda in un post sul proprio profilo facebook l’ex pilota di F1 e Formula Cart, Fabrizio Barbazza. «La realtà è questa» scrive «ha preso una sberla da 600 watt con conseguenze gravi, difficoltà di messa a punto visiva e chiusura momentanea delle vene e del passaggio del sangue. Dire queste verità in F1 non si può». Barbazza dice la sua, dando voce a tutti coloro che dal primo momento hanno sospettato che qualcosa nella componente elettrica della power unit Honda non avesse funzionato. Avrà certamente le sue brave fonti però più il tempo passa e più si fa strada il sospetto che possa essersi trattato di un malore del pilota. Di recente, a Barcellona, Ron Dennis, patron McLaren, aveva parlato di perdita di conoscenza nell’impatto, dando però la sensazione ci fosse dell’altro.
A suo modo il Gp d’Australia potrà aiutarci a capire. Se Fernando, come ormai sembra assodato, non dovesse presentarsi, difficile pensare che la Formula omertà possa proseguire nel balletto del dire e non dire. Anche perché ci sarà un team che ha bisogno di un pilota per una, due, tre, quante gare? E qualcuno dovrà finalmente dire cose.

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