Red Bull Formula One driver Sebastian Vettel takes to the air during a soapbox fun race in Herten

- Parte la F1, quel che sarà (e quel che penso) l’ho pubblicato sul Giornale di stamane. Ecco il servizio uscito-

Finalmente ci siamo. Lo show sta per iniziare, partire, decollare. Domenica, nella nobile Melbourne, Gran premio numero uno di una stagione fatta di venti appuntamenti e di Paesi che vanno come la Corea e di Paesi che vengono come il Messico. Dunque che sia, allacciatevi le cinture di sicurezza, ce ne sarà bisogno. Non solo perché le monoposto corrono quest’anno un paio di secondi più veloci della passata stagione, ma perché sta per decollare l’aereo più pazzo del mondo.

Questa è infatti la F1 al via. Pazza, sì. Talvolta ridicola, sì. Pericolosa, sì. Sempre. Come testimonia il dramma del povero Jules Bianchi che mai più tornerà a chiamare vita la vita. Così i tifosi che anno dopo anno abbandonano inesorabilmente questo sport lo fanno lentamente e non di corsa. Forse per rispetto a una disciplina che fu nobile. E per rispetto verso chi questo sport ha onorato dando tutto se stesso. Impossibile però che non si siano accorti che la F1 è come un corpo steso inerme a terra preso a calci da chi comanda. Prendi questo, pum!, ed ecco che arriva un fresco diciassettenne in F1, Max Verstappen, che neppure a «Call of Duty» sulla play lo farebbero giocare. E prendi quest’altro, pum!, ed ecco che in un mese ti metto insieme le frattaglie della Marussia, ci piazzo il motore Ferrari, la chiamo Manor e non faccio uno straccio di prova invernale però sarò al via di Melbourne. E prendi pure quest’altro calcio cara vecchia F1, pum!, ed ecco che Van der Garde, pilota con la valigia della Sauber, porta in tribunale per l’appunto la Sauber che all’ultimo aveva preferito altra valigia… altro pilota. E mentre la F1 con il corpo esanime resta a terra livida, ecco piazzare il colpo più doloroso… pum! e alla vigilia del Gp, proprio a Melbourne, quasi fosse un venerdì di qualifica, ecco Van der Garde e la Sauber ritrovarsi in tribunale in gara uno contro l’altra per decidere chi guiderà da venerdì.
È pazzesco, è triste, è davvero l’aereo più pazzo del mondo. Il corpo inerme della F1 che fu riempie di tenerezza e pena. Anche l’ultima vicenda, il caso Alonso, la scossa o non scossa, il malore o non malore, il team McLaren che non dice, il clan del pilota che non dice, la perdita di memoria, il gossip, lui che si risveglia e crede di avere 15 anni e guidare i kart, dai, please, suvvia… Ce lo saremmo potuti risparmiare. Sarebbe bastato che qualcuno ci avesse detto che diavolaccio era successo e che ci fosse stato uno straccio di comunicato ospedaliero. Invece niente, pum!, un altro calcio, e viva la Formula omertà mentre una persona per bene, con coraggio, dice quel che nessuno osa dire. Si chiama Riccardo Ceccarelli, gestisce Formula Medicine, fa da medico ai team che lo richiedono. Dice «che la salute dei piloti in F1 viene dopo…», che non si sottopongono ai controlli, che i team non possono costringerli, che si mettono sotto contratto piloti da 100 milioni senza che questi accettino di fare un controllino medico. Non parla di Alonso, parla anche di Alonso.
I resti della cara vecchia F1 giacciono a terra. Neppure la Ferrari può far niente. Tanto mito nella produzione di serie dove inanella primati diventando bancomat per la FCA, quanto smitizzata nelle corse dove ultimamente ha inanellato solo umiliazioni. Colpa di anni sfortunati e avari, di scelte sbagliate. Però adesso ci dicono che «è sexy» e magari sarà anche vero. Il neo team principal Arrivabene ne è convinto, così come il neo presidente Marchionne. E mi raccomando: se la Rossa è sexy, sono molto fichi anche Vettel e Raikkonen. Non siamo al bacio in bocca, ma la coppia è affiatata, «sono amici e una perfetta combinazione» ci raccontano ogni tre per due da Maranello. E allora pensi che sì, dai, forse il corpo della F1 è lì per terra martoriato, ma non tutti lo prendono a calci, pensi magari la Ferrari lo aiuterà a rialzarsi. Solo che poi nei test di Barcellona vedi Arrivabene e i big del team seduti fra il pubblico in tribuna in segno di protesta verso Ecclestone che ha ridotto i pass ospiti e allora un po’ ti cascano le braccia. E ti vien male. E pensi che a Maranello magari hanno altre priorità, prima ’ste cose dei pass, poi la macchina…
Già, la macchina. Il lavoro ben impostato con la nuova galleria del vento voluta da l’ex team principal Domenicali, la rivoluzione avviata dall’altro ex team principal Mattiacci e lo snellimento di determinati processi decisionali introdotto quest’inverno dall’ultimo team principal Arrivabene hanno scodellato una macchina dignitosa. Fatto sta, la SF15-T è cresciuta più del previsto. Il che rincuora, fa sperare di poter puntare «alle due vittorie» obiettivo del nuovo vertice, ma la Mercedes è su altro pianeta. Tabelline alla mano, Hamilton e Rosberg hanno un secondo e due sulle inseguitrici più vicine, le Williams-Mercedes di Massa e Bottas, e un secondo e mezzo sulla Rossa. Terza forza del campionato. Pronta ad approfittare dei litigi di Lewis e Nico. Nel caso, preparatevi: se vince Vettel ci sarà Kimi felicissimo. Se vince Raikkonen, Sebastian sarà entusiasta e ballerà il tip e tap tanto sarà contento per l’amico. Perché in Ferrari, giurano, mai vista una coppia così. Sarà…

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