– di Gian Carlo Minardi – 

Melbourne, Australia, primo Gran Premio 2015. Si è alzato il sipario e si sono accesi i riflettori sulla nuova stagione della F1.

Le prime verità e realtà sono state svelate. L’unica non-novità sono le Mercedes. Ancora una volta faranno da lepre. In qualifica sono stratosferiche e in gara hanno un ritmo pazzesco. Possono fare quello che vogliono.

La Ferrari è tornata sul podio, vincendo la sfida dei “comuni mortali” Vettel si è ripreso la rivincita su Massa che gli aveva strappato il terzo posto in qualifica, conquistandosi il gradino del podio alle spalle di Lewis e Nico. Un risultato che fa morale e che ci consegna una SF-15T affidabile e cresciuta, diversamente da Red Bull-Renault e McLaren-honda che non tengono il passo. Purtroppo Kimi è stato messo KO da un problema ai pit-stop, cosa anomala per Maranello

Fin qui tutto bene, MA ATTENZIONE. Per non fare gli ultrà analizziamo i numeri e confrontiamoli con l’anno scorso. Cronometro alla mano il Circus ha fatto un’evoluzione importante grazie a telaio, Power-Unit e gomme, ma in sostanza non è cambiato un bel niente. Il distacco dalla pole è stato di 1”4 per la Ferrari. 12 mesi fa era di 1”5 con Alonso. Vettel ha chiuso la gara con un gap di 34” da Hamilton. Nel 2015 Alonso arrivò quarto con un distacco di 35”. Per ora si è vinto il gran premio dei “numeri 2” battendo i diretti avversari della Williams

Chi sono restati indietro rispetto all’anno scorso sono RB e McLaren che avrebbe girato addirittura senza motore elettrico. Ricciardo ha lottato con il coltello tra i denti con una macchina che non è competitiva come dimostra l’OUT di Daniil Kvjat nel giro di ricognizione

Bello il debutto di Nasr su Sauber. Subito a punti, anche con Ericsson, dopo un 2014 da dispersi. Bene anche Sainz Jr. a punti con la Toro Rosso, anche se sul finale sono stati in difficoltà, con Verstappen costretto al ritiro.

Insomma, benvenuto 2015, dove in sostanza è cambiato poco o nulla. Tanti hanno migliorato, alcuni sono restati indietro. Melbourne resta un circuito a se. Ora vediamo cosa ci aspetta in Malesia tra quindici giorni

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