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- di Gian Carlo Minardi -
Un inizio di stagione di questo tipo era quasi insperato. Le prime tre file della griglia di partenza hanno disegnato molto bene le attuali forze in campo con Mercedes-Ferrari e Williams, oltre ad una PU tedesca in grandissimo spolvero, come ha dimostrato il duello Vettel-Bottas.

Stiamo vivendo una F1 dove il minimo errore viene pagato pesantemente. Lo abbiamo visto in particolar modo con Rosberg e Vettel. La gara si è giocata sulle strategie, ottime soprattutto nel caso di Raikkonen, sugli errori che potevano commettere i piloti e sull’affidabilità. La Mercedes negli ultimi giri ha accusato dei problemi ai freni, come ha dichiarato nel post gara lo stesso Nico. Con uno/due giri a disposizione in più Kimi avrebbe potuto attaccare Lewis. Il finlandese è stato straordinario gestendo in modo magistrale sia le Soft che le Medium. Vettel invece ha pagato i due errori passando dalla P2 alla P5 finale. Sebastian ha dimostrato, ancora una volta, di essere tra i più veloci del Circus nel giro secco scendendo, insieme solamente con Hamilton, sotto il muro dell' 1’33 in qualifica.

Abbiamo assistito a dei bei duelli e sorpassi e visto finalmente il vero potenziale di molte macchine, come Lotus e Force India che nonostante i problemi hanno conquistato punti importanti. Gli ingegneri e i tecnici ci stanno facendo vedere cose impensabili, ribaltando situazioni tecniche. Sportivamente parlando si sente la mancanza della Red Bull che ancora una volta ha dovuto farei conti coi problemi della Renault. Ricciardo ha tagliato il traguardo con il motore rotto, rischiando di ripetere quanto successo a Verstappen in Cina, costretto al ritiro a tre giri dalla fine. E’ andata peggio alla Toro Rosso che ha visto i suoi due piloti ritirati per problemi. Al di là della figuraccia di Button che non ha potuto prendere il via al Gp, afflitto da problemi fin dal venerdì, la McLaren sta facendo passi in avanti gara dopo gara.
Ora ci aspettano tre settimane di relax, in attesa del Gran Premio di Spagna.