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- di Gian Carlo Minardi -

E’ scivolato via velocemente il Gran Premio d’Austria con una nuova doppietta targata Mercedes. Questa volta è toccato però a Nico Rosberg salire sul gradino più alto del podio avendo la meglio sul compagno e Felipe Massa.

Il tedesco, perfetto in tutto il week end, si è preso la testa della gara grazie ad una bella partenza, proprio ai danni di Lewis. Com’ era prevedibile i due là davanti hanno dettato il ritmo con Vettel che ha provato a tenere il passo girando castamente su tempi cronometrici interessanti.

Tra i big il primo ad aprire le danze dei pit-stop è stato proprio il leader al 34esimo passaggio seguito poi da Massa, Hamilton e Vettel al 37esimo giro. Per Nico e Massa tutto bene, mentre sulla Ferrari di Vettel, per la seconda volta nella stagione non si è svitata la ruota posteriore facendogli perdere il podio, ed Hamilton ha pizzicato la riga bianca al rientro beccandosi una penalità di 5” scontata a fine gara. Un’ingenuità indolore considerando un buon vantaggio sulla Williams di Massa. Con le gomme soft Rosberg ha firmato anche il giro più veloce in gara, grazie ad 1.11.235

Sebastian Vettel, con l’unica Ferrari rimasta in gara dopo il crash di Raikkonen con Alonso nelle fasi iniziali, ha provato il tutto per tutto chiudendo a 6 dec da Massa, davanti a Bottas, Hulkenberg, Maldonado, Verstappen, Perez e Ricciardo.

Molto bella la rimonta di Sergio Perez che dalla retrovie è risalito fino alla nona piazza. Il sesto posto di Hulkenberg ha completato l’ottimo week-end della Force India. Ancora punti importanti per la Toro Rosso con Max Verstappen, autore di un bel sorpasso ai danni della Red Bull di Kvyat, che ha chiuso all’ottavo posto, con Daniel Ricciardo che si è arreso tra i lunghi rettilinei del Ring anche alla Lotus motorizzata Mercedes di Pastor Maldonado.

Un gran premio che sarà ricordato anche per il record di penalizzazioni (70 posizioni in totale) date ai piloti McLaren, Toro Rosso e Red Bull per la sostituzione delle loro Power Unit. Un record che di questo passo potrebbe essere nuovamente battuto e che fa capire i problemi di Honda e Renault, oltre a rendere veramente difficile la lettura della gara e dei risultati agli appassionati.

11182117_10152990892128435_9074740447679572284_n (1)In questo week-end ho vissuto momenti stupendi del mio passato grazie alla Legends Parade, rivedendo alcune vetture che hanno colorato gli anni ’80 coi piloti che ne hanno fatto la  storia come Lauda, Piquet, Prost, Alesi, Patrese e il nostro Pierluigi Maritini, al volante della Minardi M186. Insieme a loro erano presenti anche i personaggi della storia dell’automobilismo sportivo come Brenda, la Segretaria del Commendatore Enzo Ferrari e il “babbo” dei motori BMW Paul Roche. Complimenti e grazie alla Red Bull per aver fatto rivivere queste emozioni al pubblico.

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