2015-08-23T142625Z_1587520711_GF10000180300_RTRMADP_3_MOTOR-RACING-PRIX_mediagallery-articleHo chiesto a mio figlio di dieci anni se lui in gara con le gomme Pirelli montate sulla sua bicicletta avrebbe osato non fermarsi e concludere la corsetta senza cambiare gomme e mi ha risposto “hai visto lo scoppio di Rosberg venerdì… ma sei scemo papà?”.

Io gli ho dato una sberla e però gli ho dato anche ragione.

A Spa, che non è proprio la pista con le vie di fuga più ampie e con i passaggi più semplici da affrontare, vedi Eau Rouge e Radillon, a Spa la Ferrari ha deciso di tenere Vettel in pista e provare a salvare il podio con una sosta in meno rispetto a tutti gli altri.

Invece BOOOM a un giro e mezzo dalla fine!

“Se fosse accaduto duecento metri prima o all’Eau Rouge, ero fottuto…”

Così ha detto Seb dopo aver capito di essere un miracolato e aver vinto il Gp più importante di tutti, quello della vita. Dopo di che si è scagliato contro la Pirelli.

Detto ciò, stavolta non me la sento di impallinare il Costruttore italiano.  Vuoi perché posso permettermelo visto che su questo blog abbiamo sempre detto con anticipo e senza peli sulla lingua parecchie cose riguardo le molte sciocchezze commesse in passato dalla Pirelli (le gomme che duravano due chilometri, gli scoppi di Silverstone 2013, poca chiarezza nell’assegnazione…) . E vuoi proprio perché  anche mio figlio di dieci anni sa che la Fia ed Ecclestone e i team hanno chi chiesto e chi accettato le caratteristiche tutto show e sorpassi e pit stop delle gomme Pirelli.

Per cui e per me, stavolta, ad aver sbagliato è la Ferrari che non avrebbe mai dovuto prendersi un simile rischio su una simile pista.

Altrove, in Bahrein, a Sepang, dove le vie di fuga sono ampie, al limite avrei capito, ma a Spa no.

Giusto per essere chiari, please bella Rossa, che non ti venga in mente a Monza e a Suzuka…

 

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