mendicante
Monza non ha ancora perso il suo Gp, ma il Gp di Monza l’hanno perso Raikkonen, la Ferrari e soprattutto il premier Renzi nella sua giornata semiseria con il cappello in mano da Ecclestone per salvare Monza. Vale per lui oggi, valeva ieri per Maroni.

Brutta figura la loro, perché per dirla con quel diavolo di Ecclestone, “non vado in negozio a comprare se non ho soldi…”.

E con tutto l’amore che ho per Monza e la nostra gara di casa, non posso non pensare che Silverstone paga la cifra richiesta dalla Fom (che poi la gira in quote anche ai team, per cui anche alla Rossa) e quindi ugual cosa dovremmo fare noi, ma noi andiamo da Bernie con il cappello in mano.

La verità è che la dirigenza monzese sta pasticciando.

Fatto sta, ora, o si tirano fuori i soldi o la si pianta e si pensa ad altre cose più importanti e pace se si perde la corsa.

Ne va della nostra faccia di Paese preso schiaffi e che ama farsi prendere a schiaffi e spesso inciampa in brutte figure.

Come oggi con i fischi una volta dedicati a Vettel e ora indirizzati a Hamilton che, per inciso, è più forte di Vettel e ha stradominato.

O come prima del via, prima dell’inno d’Italia e nel Gp d’Italia, quando lo speaker monzese ha annunciato nell’ordine le autorità presenti:

“ecclestone!”

“Todt”

e solo poi tale… “Renzi”

Che per inciso non è un manager o politico motoristico ma il premier di un Paese.

Il nostro Paese.

Un inglese, un francese, un italiano… sembrava una barzelletta.

E’ una barzelletta.

Come Raikkonen bell’addormentato nel parco che al via ha rovinato mezza gara Ferrari e brindato alla sua maniera al rinnovo di contratto.

Come diceva Marchionne?

“Kimi aveva solo bisogno di serenità, del rinnovo, per far vedere il campione che è'”.

Detto ciò,  se volete, fate pure festa per il secondo posto di Seb!

Io faccio festa per l’amico Massa, di nuovo a podio che la folla ha applaudito… come vero ferrarista.

 

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