alonso_palestra_cina_2015

Del Gp di oggi mi è piaciuto Hamilton perché ha vinto come sa vincere lui, cioè sorpasso, mosse minacciose in staccata, rischi per sé e per gli altri, con spaventi soprattutto per gli altri. Cioè l’altro, cioè Rosberg. Hamilton stile Hamilton, dunque, capace di correre sempre all’insegna di un bel vaffa a tutti i calcoli mondiali, ai team order, a certi accorgimenti che altri, al suo posto e con il suo vantaggio in classifica, adotterebbero.

Bene così.

In più Lewis ha vinto e raggiunto il suo eroe Senna nella pista simbolo della grandezza di Ayrton. Chiamiamoli corsi e corse e ricorsi storici.

41 a 41 come il brasiliano in attesa che sia anche 3 a 3 nel conto dei mondiali.

Son cose belle.

Le brutte cose sono alla voce Alonso, a quei geni e scemi, per dirla alla sua maniera,  della McLaren soprattutto Honda. Per un campione che ha fatto dei samurai e del Giappone un credo, ecco, credo l’abbia combinata davvero grossa.

Dire per radio nel Gp del Giappone, sul circuito della Honda, che “il motore sempre da Gp2″ è stato come colpire volutamente al cuore l’orgoglio di un Paese che fa del proprio orgoglio una religione.

Molto brutto.

Non lo perdoneranno.

E anche i tifosi di buon senso non dovrebbero perdonarlo.

C’è gente che prende 1200 euro al mese e se ha cose da dire sull’azienda lo fa nelle sedi appropriate o se deve urlare e offendere e sfogarsi al limite si lascia andare con frasi pittoresche solo in famiglia.

Fernando avrebbe avuto 30 milioni di euro di motivi per fare altrettanto. Non l’ha fatto.

Quanto alla Ferrari terza e quarta, questo era il massimo a cui ambire. Sì, potremmo metterla sulle varie amenità alla voce under cut Mercedes, sosta anticipata di Rosberg, se l’avesse fatto anche Seb etc etc…

Forse sarebbe cambiato qualcosa, forse. Ma saremmo arrivati come a Spa al limite gomme. Meglio non scherzare con le Pirelli…

Infine la questione santificazione.

Mi sta venendo a noia questa cosa che Seb Vettel, il fischiato ripetutamente dai tifosi ferraristi a Monza e Singapore 2013, adesso dagli stessi tifosi e da molti addetti ai lavori venga santificato un Gp sì e l’altro pure,quasi assurgesse a simbolo della perfezione umano-sportivo-motoristica.

E’ bravo, lo sappiamo. E’ un talento. Un campione. Ma adesso si sta esagerando. Perché è anche uno che canta bene, un italiano vero, un Toto Cutugno biondo, uno che andrà a Sanremo, che è meglio di Schumi (per dirla con Arrivabene) e, da ieri, uno che salva gli insetti sulla griglia di partenza che San Francesco era un pivello e, udite udite, uno che riesce persino a togliersi – atto eroico e da esaltare – gli insetti dalla visiera quando questi, che vista la sua bontà si affezionano troppo e lo cercano ovunque in pista, finiscono con lo spatasciarsi addosso a lui a 300 all’ora.

Seb eroe, guerriero, simpaticone, mito, figlio che tutti vorremmo, fidanzato che tutte vorrebbero… e basta, per dio!

Dio dei motori, s’intende.

L’altro non va scomodato per ‘ste cose.

 

 

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