Ecclestone come al solito ama stimolare i mal di pancia italiani. Cucinando frasi indigeste. Giorni fa aveva simpaticamente detto che “la Ferrari sta diventando di nuovo molto italiana…” Nel senso dei nostri difetti, non i pregi, nel senso della “spaghetti culture”, frase che a inizio anni Settanta, con la Rossa avara di vittorie, era molto in uso Oltremanica quando si parlava di Maranello. 

Fermo restando che Oltremanica li fanno da schifo, gli spaghetti, resta il fatto che questo ennesimo sfottò, aggiunto all’ultima incursione fatta sul tema Gp di Italia si Gp d’Italia no inizia ad essere troppo.

Big Bernie ha infatti aggiunto:

“Stiamo cercando di risolvere il problema di Monza, ma è molto difficile perché si tratta di un problema politico… Stiamo lavorando per trasferire il Gran Premio d’Italia da Monza a Imola, ma se non ci riusciamo, bisognerà dire ‘goodbye’ alla F1 in Italia”.

Ecco, io personalmente sono stanco. La Francia dove ha sede la Fia, il governo mondiale dell’auto, non ha più Gp da anni. Francia casa della Renault che ha vinto quattro titoli di fila con Vettel e due con Alonso negli ultimi 11 anni.

Noi abbiamo la Ferrari ma senza neppure turarci il naso e aggiungo anche poca dignità sportiva siamo ancora lì a tifare e seguire uno sport che da 5 anni non ha un italiano in pista e che perdipiu ha pirlato l’ultimo che aveva avuto l’ardire di avvicinarsi, Valsecchi campione Gp2,  preso in giro dalla Lotus.

Adesso gli spaghetti, adesso quell’irriverente “goodbye Italia”. Per quanto mi riguarda la misura è colma, se la porti pure via dall’Italia questa  F1 misteriosa a tal punto da sembrare eterodiretta. Vada da qualche altro sceicco. Tanto, vedrete, tornerà. Accadrà per la Francia. Accadrà per noi. Una sola cosa non accadrà: un italiano in F1. A meno che a Maranello non si diano davvero una mossa per dar vita a un vero junior team.

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