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- di Gian Carlo Minardi -

Dopo un inverno tanto lungo quanto silenzioso siamo alle porte di un nuovo mondiale di Formula 1. Per fortuna (si fa per scherzare) ci ha pensato Nico Rosberg col suo annuncio choc a movimentare l’ambiente insieme con il passaggio di testimone tra Bernie Ecclestone e Liberty Media.

Ebbene si. Dopo aver tirato le fila da abile burattinaio per oltre quarant’anni, il giochino è passato nelle mani degli americani. Dopo tanti anni avremo nuovamente una griglia di partenza priva del suo campione del mondo. Al fianco di Lewis Hamilton in Mercedes ci sarà così Valtteri Bottas. In Williams hanno richiamato al volo Felipe Massa, protagonista del rientro più veloce della F1, al fianco del giovanissimo Lance Stroll.

Arriviamo in Australia dopo appena otto giorni di test che hanno premiato Ferrari e Mercedes sul fronte dell’affidabilità, e bocciato Honda. Al di la dei riscontri cronometrici visti fino ad oggi, solamente alla fine delle qualifiche potremo avere il termometro di questa stagione poiché in Spagna molti non hanno giocato a carte scoperte. Da tifoso mi piacerebbe vedere una Ferrari molto vicina alla Mercedes (che per me resta la vettura da battere) e una bella bagarre tra questi due costruttori. Non sottovaluterei però anche la Red Bull.

Tra tante incertezze c’è un dato certo: le power-unit 2017 sono molto più assetate e questo sta creando qualche grattacapo agli ingegneri. Il limite di 105 kg di carburante imposto dalla FIA non sarebbe sufficiente a concludere la corsa. Questo maggiore consumo deriva anche dalle nuove gomme Pirelli (molto più larghe rispetto al 2016) che permettono un maggiore grip e una maggiore velocità in curva. Gomme che a quanto si apprende degradano molto poco. Pertanto potremo vedere solamente un pit-stop.

Non resta che sederci comodi davanti al televisore. Ci sentiamo per il post-gara.

 

 

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