img_1058-8.jpg

- di Gian Carlo Minardi -

Non me ne voglia Pascal Wehrlein, ma per orgoglio nazionale mi fa piacere sapere che Antonio Giovinazzi sarà nuovamente al volante della Sauber. Rispetto all’esordio in Australia dovrebbe essere un impegno full-time, fin dalla prima sessione di prove libere. Un segnale molto positivo anche perché dopo Melbourne gli sono piovuti addosso una marea di consensi positivi sia dalla stampa nazionale che internazionale, specialmente dall’Inghilterra terra di otto dei dieci team impegnati nel mondiale.

Questa conferma fa doppiamente piacere perché gli dà la possibilità di fare esperienza diretta su circuiti in cui è praticamente impossibile andare a correre vista la lontananza.

Ripartirà la sfida tra Ferrari e Mercedes. La Mercedes ha dimostrato il suo vantaggio in qualifica con la pole conquistata da Lewis Hamilton, ma per la prima volta dall’introduzione dei motori ibridi i tedeschi hanno perso un gran premio non per problemi di affidabilità o errori, ma perché sono stati sconfitti in pista.

Shanghai, come i prossimi circuiti, sarà importante per delineare il potenziale in casa Red Bull – ancora alle prese con una power unit non al top – Force India e Williams che all’Albert Park hanno accusato ritardi importanti. Renault è al lavoro per preparare una nuova power-unit dopo i problemi emersi a Melbourne, così come Honda anche se la situazione dei giapponesi è decisamente più tragica.

Nei giorni scorsi c’è stata una riunione importante tra tutti i costruttori, a cui hanno partecipato anche i responsabili di Alfa Romeo e Volkswagen. Il 2020 è ancora lontano, ma è un piccolo e importante segnale di apertura ed interessamento verso il mondo della F1, oltre ad un abbandono quasi definitivo della tecnologia aspirata.

Non resta che sederci comodi davanti al televisore. Ci sentiamo dopo la corsa.

 

Tag: , , , ,