L’ultima stagione in cui la Ferrari aveva centrato due vittorie e un secondo posto nelle prime tre gare datava ormai anno 2008. Quello del mondiale vinto e perso all’ultima curva dal povero Massa in Brasile ed Hamilton alla fine iridato.

Nei primi tre Gp si contarono infatti una vittoria, in Malesia, seconda prova del campionato, firmata da Raikkonen che da lì a poco si sarebbe addormentato; e doppietta proprio in Bahrein firmata da Massa (reduce da due ritiri) e Raikkonen.

Dato che questo è l’ultimo precedente e i successi all’epoca erano state ripartiti fra due piloti e il mondiale sfiorato in modo rocambolesco, i segnali che manda ora la Rossa sono molto più che incoraggianti.

Sarà però una lunga partita a ping-pong. Con gli uber alles che pestano il bottone della super potenza di sabato e i maranelliani che fan lo stesso con bottoncino e però hanno qualcosa in più di domenica sotto forma di passo corto e migliore gestione delle gomme morbide.

Oggi è stata soprattutto la delicatezza ferrarista nel trattare i polimeri a fare la differenza. Ma non solo. Tutti hanno funzionato. Per cui, se solo pochi mesi i pasticci verbali e non dei ferraristi meritavano soprattutto critiche e veli pietosi, adesso meritano carezze e applausi.

Che vanno dati.

Anche perché oggi hanno vinto davvero tutti. Gli strateghi del team che tra sabato e domenica hanno gestito le monoposto – si è saputo poi – preparando soprattutto la gara, e che durante la corsa hanno poi fatto cose buone e giuste anticipando con Vettel. I motoristi e telaisti made in Italy che continuano a sviluppare e portare novità reggendo alla grande l’onda d’urto dei tedeschi inferociti. E il pilota. Seb Vettel ha nobilitato la sua corsa con il sorpasso al via su Hamilton. Il resto è cosetta per questo pilota quando ha per le mani l’auto perfetta.

Volendo si potrebbe dire che la safety che aveva remato contro la Rossa in Cina ha fatto ugual cosa con Hamilton in Bahrein. O che l’uomo ha pasticciato prendendosi la penalità di 5”. Ma sarebbe cercare il pelo nell’uovo. E a Pasqua le uova non hanno peli.

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