Il vero senso dell’attacco di Trump alla base siriana

Testacoda, pentimenti, scuse; la scelta di Donald Trump di avallare il bombardamento alla base aerea siriana di Sharyat ha consegnato una intera fetta di opinione pubblica, quella pro-Trump e contemporaneamente pro-Putin, all’incomprensione e quasi al panico. In realtà sembra che poche persone abbiano provato a vederci più a fondo nella vicenda mantenendo raziocinio e buona capacità di lettura. Quel che sappiamo, e lo sappiamo da tempo, è che il Presidente americano, chiunque esso sia, non detiene poteri sconfinati. Il suo campo d’azione è continuamente mediato da vari strati di funzionari, responsabili, direttori di dipartimenti e uomini che si muovono dietro le quinte […]

  

Ora cosa aspettiamo ad aiutare Assad e la Russia?

  La rabbia e lo sgomento di queste ore, successive all’attentato islamista nel cuore di Parigi, devono lasciare spazio ad una riflessione inderogabile. Non si può continuare a inscenare tristezza e condanna verso questi atti di barbarie quando con le folli politiche estere targate Obama, Cameron, Sarkozy e anche Hollande l’occidente tutto si è cercato il devastante e prevedibilissimo attacco a casa propria visto ieri. Da quando le primavere arabe sono scoppiate, gli interessi anglofrancesi e americani hanno pompato sul fuoco della ribellione e sulle braci dell’islamismo radicale, consegnando l’intero teatro mediorientale ad una spirale di caos e fondamentalismo religioso […]

  

Come cambia lo scenario mediorientale con l’intervento russo.

L’intervento russo in Siria ha disatteso i piani di chi pensava a Mosca come uno spettatore sostanzialmente passivo rispetto alle mosse geopolitiche del fondamentalismo islamico organizzato e della Nato. L’appoggio bellico di Putin allo storico alleato Assad va inteso in un panorama che è necessariamente più ampio di quello dei confini siriani, e per capirne i risvolti e le conseguenze di ampia portata rivolgiamo qualche domanda a Stefano Bonilauri, già conoscitore delle questioni mediorientali, iraniane e siriane in particolare, e segretario di “Socialismo Patriottico”, organizzazione che appoggia l’asse russo-sciita in Medioriente e che si occupa di tessere rapporti proficui con […]

  

Il piccolo no-global e la grande Ungheria.

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Ieri mattina una delegazione di no-global ha bloccato l’accesso al consolato ungherese di Venezia, in risposta alla politica di chiusura da parte del governo magiaro nei confronti degli immigrati in arrivo da Oriente. Una protesta che non deve stupire, specialmente se analizziamo un po’ più da vicino la storia di questi movimenti, che conosciamo fin dal G8 di Genova del 2001. Una rete di attivisti che ha l’ardire di definirsi contraria alla globalizzazione, ma che in realtà, anche con le pratiche che abbiamo scorto ieri nel capoluogo veneto, ne diventa la prima pedina. Tra le mille cose che pure ieri potevano fare per […]

  

Cooperanti & Coop Erranti

Come ampiamente prevedibile, il video diffuso dai jihadisti ritraente le due “cooperanti” italiane rapite in Siria sta scatenando reazioni opposte, e spesso molto forti. Del resto non potrebbe essere altrimenti, ed è tanto facile quanto ingenuo stupirsene. Un gran coro di voci, provenienti da sinistra, non ha mancato di esternare la propria contrarietà ai toni (spesso eccessivi) usati nel dipingere le due ragazze. Ma ad una critica al linguaggio talvolta scurrile che si usa per criticare la scelta delle due giovani, si è accompagnato un altrettanto bolso coro di difesa a spada tratta dell’attivismo e del candore delle stesse. Candore […]

  

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