Cosa è successo a Marco Travaglio? Non è più lo stesso. Ha perso la sua verve tagliente, il suo ghigno giacobino. Ieri sera a “Servizio pubblico” ha subìto la presenza di Daniela Santanchè e poi, quando è salito in cattedra per il suo abituale pistolotto, ha deluso chi attendeva ammirato la sua dialettica al rasoio. Qualche giorno fa su questo blog ho scritto che, insieme a Enrico Vaime e Gad Lerner, Travaglio vede come fumo negli occhi il tentativo di pacificazione in atto con il governo Letta-Alfano. Puntuale, ieri sera il vicedirettore del “Fatto quotidiano” si è dedicato alla pratica. Però: che mollezza, che genericità. Per spiegare cosa siano i comportamenti non divisivi si è arrampicato su alcuni esempi di “vita quotidiana”. Proprio così. Secondo i fautori della pacificazione, a detta del neo-antropologo Travaglio, chi viene tamponato da un ubriaco in Suv dovrebbe scusarsi per essersi trovato sulla strada del pirata, un uomo dovrebbe offrire da bere al teppista che gli orina addosso nei bagni pubblici, la moglie che trova il marito a letto con un’altra dovrebbe servire alla coppia caffè con i cornetti alla crema… Gli argomenti anti-pacificazione di Travaglio sono questi. Viene il dubbio che Marco non sia più quello di una volta. Alla fine del pistolotto, il buon Santoro ha abbozzato un risolino per sostenere la commedia. Ma suvvia. Che cosa gli succede? Saranno i troppi impegni, saranno i libri, la tournée teatrale con Isabella Ferrari, l’amico Beppe Grillo che comincia a perdere colpi, fatto sta che il nostro Marco arranca. Oppure la pacificazione è come il caffè e lo rende nervoso? Sembra che il corsivista più sulfureo dell’etere non distingua bene tra opposizione e ostilità, tra critica e diffusione dell’odio. A proposito: l’altro giorno l’amico Grillo ha detto che se alle prossime elezioni non vince il M5S “ci saranno le barricate”. Intanto, però, nell’attesa speriamo torni il vero Travaglio…

Tag: , , ,