Roberto Saviano è un social guru, un maître à penser o un portatore di audience? Forse nessuna di queste tre cose. O forse tutte e tre. Ma forse è anche un’altra cosa ancora: uno scrittore alla ricerca di un posto in tivù. Negli ultimi tempi il suo tour televisivo è stato particolarmente intenso. C’era da presentare il suo nuovo libro ZeroZeroZero edito da Feltrinelli, il mondo raccontato attraverso la cocaina. Ecco una breve agenda delle sue ospitate nell’ultimo mese e mezzo. Probabilmente me ne sfuggono alcune. Uno dei meriti di queste uscite, probabilmente gestite dal nuovo agente internazionale Andrew Wylie, è stato che Saviano ha alternato i temi dei suoi interventi. Il 7 e 8 aprile scorsi è stato ospite di Fabio Fazio per parlare del suo libro. Il 18 aprile è stato intervistato da Daria Bignardi nel salotto delle Invasioni barbariche per l’ultima puntata della stagione. Il 25 aprile ha parlato della resistenza cilena da Michele Santoro a Servizio pubblico. Il 16 maggio ha fatto il primo intervento a LaEffe (la tv della sua casa editrice) con la sua ZeroZeroZero.tv per parlare dell’industria della cocaina. Il 18 maggio ha parlato di gioco d’azzardo a Zeta di Gad Lerner. Il 22 maggio è andata in onda la seconda puntata di ZeroZeroZero.tv. Il 26 maggio è tornato da Fazio per parlare dello ius soli nell’ultima puntata dell’anno di Che tempo che fa. Lunedì 27 è stato protagonista ancora dell’ultima puntata di Il testimone con Pif su Mtv. Non tutte sono state apparizioni felici. Alcune noiose e un tantino ripetitive. Anche la televisione, in un certo qual modo, può provocare dipendenza e assuefazione. I riflettori, la popolarità, l’essere al centro, un certo grado di narcisismo che, man mano che si procede, è sempre più difficile dominare. Non so se sia questo il caso dell’autore di Gomorra. So che, in questa lunga serie di apparizioni televisive, alla fine chi ha mostrato una faccia inedita di Saviano è stato l’ultimo della serie, Il testimone di Pif che lo ha seguito nel suo emozionante ritorno a Napoli, sette anni dopo l’intervento a Casal di Principe quando chiamò per nome i boss della camorra, per presentare il nuovo libro. La faccia inedita è la vita privata di Saviano, la gestione della quotidianità, la difficoltà a controllare le tensioni e le notti insonni, il complicato rapporto con la scorta. L’ho guardato con un certo puntiglio il programma di Pif. Ma devo ammettere che alla fine mi hanno convinto entrambi: il testimone e il protagonista. Soprattutto per la dose minima di retorica.

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Saviano in TV, ma con Pif è diverso, 5.5 out of 10 based on 6 ratings