Bisogna dargliene atto: Michele Santoro è un fuoriclasse della comunicazione. Un burattinaio del sottotesto. Stasera va in scena nel teatro abituale dello studio di Servizio pubblico con una nuova commedia intitolata “Cucù”. Lo scherzo, la sorpresa, la mossa spiazzante di Berlusconi che vota la fiducia a Letta. L’arrocco dello scacchista che spariglia il gioco: una mossa di difesa, il re si scambia il posto con la torre, che manda a rotoli i piani d’attacco degli avversari. Cosa c’è dietro questo colpo di teatro, si chiede Santoro. Ecco le ipotesi formulate nel comunicato stampa del programma: “Un estremo tentativo per non diventare marginale? Una mossa disperata per tenere insieme il partito? Oppure il prevalere degli interessi delle aziende del Cavaliere?”. Forse tutti e tre i piccioni con una fava. Insomma, molti indizi fanno prevedere che stasera finirà in rissa, o in litigio, o almeno in battibecco. Fate voi. Ma sicuramente finirà in exploit di ascolti. Molto significativo anche il parterre degli ospiti: il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, il ministro della difesa Mario Mauro (Scelta civica) e l’ex portavoce di Bersani Alessandra Moretti. Significativo di cosa? Ma di come la pensa il burattinaio Santoro, no!? Sallusti è il centrodestra: brutto e cattivo. Mauro il centro: buono ma noioso. La Moretti la sinistra tradizionale: bella senz’anima (politica).

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