Niente di costruito, niente di “mediatico”: ma c’è un nuovo fenomeno che sta riempiendo il piccolo schermo di questi giorni. È la figura di papa Francesco. La sua persona, i suoi gesti, le sue azioni. Non è un programma che insegue ascolti, in base a precise e più o meno scientifiche alchimie di marketing. Senza essere né istrionico né telegenico, Bergoglio sta diventando, ovviamente senza volerlo, una star del video. Ieri mattina la messa celebrata ad Assisi è stata seguita su Raiuno da un milione 566mila telespettatori, 23,14 per cento di share (per dire, gli altri segmenti di Unomattina hanno totalizzato il 15 e il 18 per cento circa). Contemporaneamente, con ascolti sempre superiori al 5 per cento e una media del 6,53 per cento, Tv2000, il canale della Conferenza episcopale italiana (28 del digitale terrestre e 142 sulla piattaforma di Sky) che ha seguito tutta la giornata di Bergoglio ad Assisi, è risultata la quinta rete assoluta, dietro Raiuno, Canale 5, La7 e Raitre. Al pomeriggio, ancora ascolti elevati per l’incontro con i giovani. La media distribuita su tutta la giornata è stata del 2,21 per cento con picchi dell’8,44, quando normalmente il canale della Cei non supera l’1 per cento.
Certamente, come ha scritto Paolo Martini su Sette, papa Francesco non ha la capacità di “bucare lo schermo” che aveva Giovanni Paolo II. Ma la pregnanza dei suoi gesti coglie una domanda di significato sempre più diffusa nella società in un momento come questo. Lontano dai criteri dei cervelloni della tv, l’audience elevata delle azioni di Francesco esprime la percezione di una testimonianza autentica di fede vissuta come avvenimento contemporaneo. Una testimonianza che smaschera i manierismi in auge nel mondo cattolico. “I cristiani da pasticceria”, ha detto ieri ad Assisi parlando di una Chiesa che non si spoglia della “mondanità spirituale”. O la tentazione di sbrigarsela con una pacca sulla spalla e un invito al coraggio come farebbe “un impiegato della Chiesa”, aveva sottolineato nell’ultima visita in Sardegna davanti a lavoratori e disoccupati. Due giorni fa il suo “Vergogna!” dopo la strage al largo di Lampedusa ha interpretato il sentimento di sdegno che attraversava i cuori di tutti.
Come ben sanno i politici, gli ascolti tv sono spesso la spia di qualcosa di più grande. Larghi strati di italiani hanno trovato in papa Bergoglio un leader nel quale riconoscersi.

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