Mannò, alla fine Michele Santoro e Marco Travaglio non si separeranno. Troveranno una sintesi, un accordo, un’intesa. Un compromesso, probabilmente. Tranquilli, ragazzi. Però, il dissidio su Grillo è reale. L’altro giorno Travaglio è andato a Un giorno da pecora di Radiodue a dire la sua: “Non lo so se ci sarò, dipenderà da quello che deciderà Santoro, che è il padrone della trasmissione, lui è libero di scegliersi i collaboratori”. Ma alla fine “scommetterei di sì, certo, lo rifarò”, ha detto il vicedirettore del Fatto. E su Grillo? “Non mi pare che lo trattenga, io non trattengo nessuno tanto che ha detto che vuole scendere in piazza contro Grillo”. Anche Carlo Freccero, intervistato da La Zanzara di Radio24, si è detto scettico sulla separazione: “È come nel matrimonio, ci sono alti e bassi”. Però se i bassi durano, spesso si divorzia. Da trent’anni Santoro si batte per la libertà d’informazione e per consolidare la propria centralità nello scenario della comunicazione, ma lo Sciamano a cinque stelle lo sbertuccia infilandolo nella lista di proscrizione del blog perché ha ospitato un operaio con tessera del Pd della Lucchini di Piombino che lo ha attaccato. Grillo crea problemi al Gatto e la Volpe di Servizio Pubblico. Ma difficile che si arrivi al divorzio. Anche perché c’è un altro elemento da considerare: Il Fatto quotidiano ha delle quote nella società di Servizio Pubblico. Nel frattempo, il programma è da ripensare, aggiornare, reinventare… Allora Santoro che fa? Manda un segnale: ragazzi, un po’ di rispetto, io non mi faccio massacrare “da uno che faceva la pubblicità della Yomo”. Nel mio programma Marco sta apertamente dalla parte di Grillo. Perciò cerchiamo di metterci d’accordo. Se ha bisogno di trovare qualche bersaglio per far decollare la sua campagna elettorale, meglio che il comico-politico si rivolga altrove…
Sul fronte televisivo, la revisione in atto è profonda. Intanto c’è Announo da lanciare, il nuovo format di Giulia Innocenzi, rivolto ai giovani. Inoltre c’è sempre Servizio Pubblico più, le inchieste e i documentari della redazione. Per l’anno prossimo, l’ultimo del contratto della Zerostudio con La7, Santoro potrebbe diminuire il numero di puntate in video. Una cosa è certa: todo cambia e a volte i grandi amori finiscono. La Rai è sempre dietro l’angolo.

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