Studio super minimal, sfondo rosso fuoco (lo stesso di Sky Atlantic), un paio di gradini a simulare la tribuna di un teatro all’aperto e la sagoma cartonata di un bersaglio davanti al quale siede l’intervistato. Il padrone di casa gli sta di fronte, in piedi, per il faccia a faccia, la nuova formula di Bersaglio mobile di moda non solo in tempi di campagna elettorale (La7, martedì ore 21,10, share del 6,56 per cento). Nell’ultimo ventennio televisivo l’intervista ha avuto un paio di punti di riferimento: la formula tambureggiante e vagamente ansiogena del Mixer di Giovanni Minoli e quella più pacata, secondo un copione prestabilito dalla scaletta delle domande a tavolino dalla quale non si derogava, di Enzo Biagi. Enrico Mentana ne sta introducendo una terza. Né il modello ritmato e incalzante, né quello metodico, ma una formula che potremmo definire avvolgente. Cinquanta sessanta minuti di ping pong senza altre interferenze, ospiti o servizi filmati: faccia a faccia puro. L’intervistato, l’altra sera in rapida successione Matteo Renzi, Silvio Berlusconi e Alessandro Di Battista del M5S, ha il tempo di argomentare senza sentirsi il fiato sul collo, ma con lo scatto del battutista il direttore del tg di La7 riesce a infilarsi in una pausa o rubare il tempo della domanda. A Berlusconi che spiegava i motivi del cambio al governo del novembre del 2011 e poi l’accerchiamento dei governi europei ha chiesto “perché un ventenne non dovrebbe avere l’impressione che Forza Italia è un partito rivolto al passato? Qual è la vostra proposta per il futuro?”. Non una domanda preparata, ma emersa dall’andamento della conversazione. Insomma, per ogni interlocutore Mentana ha delle questioni da affrontare, alcuni paletti attorno ai quali far girare l’intervista come in uno slalom che lo porterà al traguardo. Ma per fare così occorre una buona padronanza degli argomenti e una rapidità d’intervento e di sintesi che non è da tutti. Però è la formula giusta anche per lo spettatore. Per riuscire ad ascoltare e capire finalmente ciò di cui si dibatte. E misurare spessore e affidabilità degli intervistati.

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